5 ottobre 2010 ore 16.26
Vi è mai capitato di aspettare tanto tempo per vedere un film e poi rimanerne tremendamente delusi? oppure di adocchiare un film che sembra promettente ma che si scopre essere una trashata pazzesca? O anche guardarne uno che per la prime scene, o anche per la prima parte, vi sembra bellissimo (o almeno carino) ma che poi si rivela una schifezza? Insomma, avete presente quei film che una volta terminati vi lasciano quella sensazione di delusione estrema, di piallamento delle aspettative, di essere stati derubati del biglietto e presi bellamente per il naso?
Scommetto di si. Anche a me d’altra parte è capitato spesso: l’ultima volta solo ieri. Ed è per questo che mi è venuto l’impulso di denunciare queste orrende ingiustizie e stilare la mia top ten delle peggiori delusioni cinematografiche!
n.b: la classifica non è una classifica di bruttezza ma di delusione, quindi il primo in classifica non è necessariamente il più brutto di tutti, ma solo quello che mi ha delusa di più.
AVVERTENZA: CONTIENE SPOILER ORRENDI E MALEFICI
il patto dei lupi
Questo è un film che rientra nella categoria “carini la prima metà ma orrendi alla fine”; è la storia ambientata nel ’700 di un dottore francese e del suo amico nativo americano molto macho che vengono chiamati ad indagare su un certo ” mostro”, un lupo dicono alcuni, che semina vittime nella campagna di Gèvaudan. Seguono intricati intrecci e squartamenti di fanciulle indifese e inseguimenti in boschi brumosi, finchè l’indianino (che era il mio preferito) scopre la tana del cattivo e viene ucciso alle spalle dopo essersi eroicamente battuto contro una ventina di nemici. E qui il film, che (a parte l’eccezionale fotografia di Dan Laustsen) era stato carino, passabile, diventa una trashata cosmica: la bestia non è altri che un leone ipernutrito con l’armatura, controllato da una setta di nobili annoiati in tuniche rosse, che il dottore, in cerca di vendetta per l’amico indianino, provede ad affettare metodicamente. E poi lui sposa la sua (non molto)bella e parte per l’America con un vascello. Insomma, una gran delusione. Mi aspettavo di meglio.
(immagine indianino.) didascalia: lui è Mani, l’indianino (quello che muore TT_TT)
io e marley
Un film molto carino nella prima parte, ma che nella seconda metà è diventato noiosissimo, una specie di “elogio canino” (oh marley, sei il cane migliore del mondo <3!!”) In questo film assistiamo alla crescita del labradorino combinaguai Marley, crescita direttamente proporzionale a quella delle finanze, del nucleo familiare e della popolarità del protagonista (un giornalista) Nel finale assistiamo all’agonia di questo povero cane ormai vecchio e con un piede nella fossa prima che finalmente passi a miglior vita e tutti in lacrime gli facciano un solenne funerale seppellendolo in giardino sotto il suo albero-pipì preferito. A rendermi ancora più odioso questo film è stata la favolosa, enorme casa nuova della famiglia del protagonista, immersa nei boschi con un giardino grande quanto parco sempione. Grrr! invidia massima! quella casa a voglio ioooo XD
Forse questo film sarebbe stato molto migliore se avessero aumentato le bravate canine di marley, simpaticissime specie quando è cucciolo, tagliando tutta la parte della happy family american style
(immagine io e marley) didascalia: oh, Marley, ti manca solo la parola <3<3<3
la leggenda di beowulf (2007)
La storia è fondamentalmente quella originale, tranne qualche (malriuscita) piccola modifica. Era molto che mi aspettavo di vederlo, perché l’ultimo adattamento del ciclo di beowulf (quello del 2005 con gerard butler) non mi era piaciuto molto; così sono andata al cinema piena di aspettative, che sono poi state puntualmente distrutte.
La leggenda di Beowulf è un film che è un esperimento un po’ azzardato, essendo completamente in computer grafica, anche gli attori, nonostante abbia un target per adulti. L’effetto può essere molto buono per i mostricioni e per i paesaggi, ma per le persone è pessimo, e l’atmosfera generale e di essere in un film pixar malriuscito, e ti aspetti che da un momento all’altro spunti buzz lightyear puntando su grendel la sua lucetta laser.
Come ciliegina sulla torta, due giganteschi scivoloni stilistici: 1)la madre di grendel è nientepopòdimenocchè angelina jolie, maliarda e pittata d’oro, con coda da diavolessa e tacco 12 formato da protuberanze sui talloni (!!) con la quale beowulf, da vero mandrillo, provvede immediatamente a copulare, invece di accopparla come da copione. 2) il wyrm, il drago, di conseguenza è il figlio di beowulf e della pornotrollessa, e una volta colpito a morte si scioglie rivelando un culturista pelato spalmato di vernice dorata.
Insomma, un film che avrei fatto meglio a non vedere.
il fantasma dell’opera (2004)
Questo è il film che ho visto ieri, e che mi ha dato l’ispirazione per scrivere questo articolo.
Il mio giudizio si può riassumere in tre parole: è un musical. E io odio i musical. Gli unici che mi sono piaciuti sono mary poppins e moulin rouge. Uno potrebbe dire: ” e allora?” beh, non lo sapevo! E non c’è niente di peggio che avvicinarsi speranzosi a un film che si prospetta interessante e scoprire che è un musical. Ma su questo uno ci potrebbe anche passare sopra, visto che magari la trama potrebbe essere bella e le canzoni pure, e uno potrebbe sorvolare sul fatto che in un momento di tremendo pathos scenico il protagonista invece di disperarsi normalmente si metta a cantare con struggimento. Ma il fantasma dell’opera è un brutto musical. Non sono nemmeno riuscita a vederlo tutto intero (continuavo a skippare le canzoni).
Scivoloni stilistici? 1) l’antro del fantasma è una caverna arredata in modo kitsch, piena di tendaggi di raso e candelabroni dorati, dove aleggia una fitta nebbiolina palustre 2) quando gerard butler (il fantasma) si toglie la maschera( che gli copre solo metà del viso), i suoi capelli, da neri e brillantanti, diventano biondi e ricci… wtf?!?
la tigre e il dragone
Mi ci sono imbattuta quando, dopo aver finito di guardare “memorie di una geisha”, mi sono data alla ricerca di altri film dove apparisse la mitica Zang Ziji.
Che dire ragazzi, non mi è piaciuto affatto. Eppure mi aspettavo tanto da questo film, sperando che fosse una cosa molto poetica o molto epica. Invece è una trashata dove i personaggi camminano sull’aria scambiandosi nel frattempo colpi di kung fu, e che da bravo film orientale finisce in modo tragico. Non ho nemmeno le parole per commentare ulteriormente, tanto ne sono rimasta delusa.
Scivolone stilistico: la protagonista (Zang Ziji) alla fine del film, dopo essersi finalmente riunita con l’amore della sua vita, si butta da un dirupo senza ragione apparente, e invece di cadere a palla di piombo e spiaccicarsi plana dolcemente e sparisce nella nebbia. O.O
O questo film è veramente brutto, oppure è troppo zen perché io lo capisca (e lo apprezzi)
(foto kung fu pugnali volanti) didascalia: chuck norris disse kung, e kung fu!
solomon kane
Avevo visto il trailer che mi è sembrato intrigante, un fumettone pieno di mostri stile “van helsing”, e mi aspettavo un film se non carino, almeno decente.
Beh, già il fatto che il film sia nella lista dimostra quanto io ne sia rimasta delusa.
Il film è molto darkdepresso, tanto che io e la mia famiglia abbiamo ribattezzato il protagonista “Solokomun Kane”: infatti il poveretto dopo aver accidentalmente buttato il fratello giù da una scogliera vaga reietto per il mondo diventando un maligno generale assetato di sangue, salvo poi redimersi e ritirarsi in un monastero, da dove viene puntualmente cacciato (perchè porta con se maligne presenze!) appena in tempo per salvare una famigliola di puritani da dei mostri trollosodemoniaci; fa amicizia con la famiglia, ma appena l’eroe inizia a sentirsi accettato dagli altri esseri umani ecco che i mostri ritornano e ammazzano tutti tranne la figlia grande, che rapiscono per portarla dal loro oscuro signore. Segue una caccia alla damigella con sparatorie agli zombi stile survival horror in un atmosfera cupa e piovosa mista tra silent hill e l’ingresso di una scuola in un lunedì di novembre. Insomma, l’eroe rintraccia la bella e provvede a salvarla combattendo contro un diavolone di sei metri per due. Vittorioso (of course) l’eroe si accascia esanime lasciando che la bella gli pianga sul petto.
E poi… pensate che dopo tutto questo sbatti assurdo l’eroe sposi la bella e viva per sempre felice e contento? No! provvede invece ad andarsene impennando figosamente il suo cavallo… dopotutto, lui non è un uomo qualunque: lui è Solokumun Kane!
matrix: reloaded
Anche a me matrix è piaciuto tantissimo (l’ho visto in ritardo, solo l’anno scorso) e quindi mi sono avvicinata a matrix: reloaded emozionantissima e con le aspettative alle stelle, sperando in un film che, non dico uguagliasse, ma almeno si avvicinasse abbastanza alla figosità del primo. invece mi sono addormentata. Delusione massima. Non commento oltre.
scivolone stilistico: Neo che diventa talmente potente da riportare in vita trinity con la stessa facilità con cui io digito “flop”
le nebbie di avalon
Un film contro cui io e Luca Azzolini, grande fan di Marion Zimmer Bradley, abbiamo ripetutamente inveito quando ci siamo incontrati per discutere della presentazione del “principe delle nebbie”.
Io avevo letto da poco il libro de “le nebbie di avalon” ed è inutile dire che mi era piaciuto tantissimo, quindi ovviamente scoperta l’esistenza del film mi sono fiondata a guardarlo. Ero emozionantissima, anche perché l’avevo già visto una volta da piccola e mi era piaciuto molto.
beh, evidentemente ero proprio piccola, perché riguardandolo sono rimasta scioccata dalla piattezza di questo film.
La trama è deturpata, trattata troppo velocemente e in modo piuttosto raffazzonato, e l’effetto generale è di un lavoro di serie b fatto tanto per fare, senza metterci passione, che non coglie minimamente l’atmosfera meravigliosa del libro.
Insomma, sono rimasta totalmente pietrificata per la delusione.
è Un film che potrebbe essere comodamente classificato come trash se non fosse per tre elementi che lo salvano, rendendolo quantomeno “guardabile”:
1) i costumi sono carini, non so quanto accurati storicamente, ma ci stanno (splendida la pettinatura di morgana all’incoronazione di artù) (un po’ meno splendida la corona di artù, che sembra che l’abbia trovata come sorpresa nelle patatine sancarloiùnior)
2) Juliana Marguilles spacca nel ruolo di Morgana
3) la colonna sonora è SPETTACOLARE: non per niente è stata fatta da Loreena McKennit e Medwyn Goodall, che assieme ad Enya sono gli DEI della musica celtica
(foto nebbie di avalon) didascalia: la piccola Morgana, Viviana e uno schiavo palestrato si apprestano a fare il loro ingresso ad Avalon
la foresta dei pugnali volanti
Per la prima metà è un film bellissimo! (vabè, diciamo carino)
è la storia, ambientata nell’antica cina, di un capitano delle guardie che viene mandato alla ricerca della banda dei “pugnali volanti”, e per trovarlo si fa accompagnare dalla sua figlia cieca del capo (zang ziji) che nonostante il suo handicap è una maestra di kung fu ultra tosta, con un udito incredibile che le permette di combattere alla pari ( e superare) qualsiasi avversario; Lei inizialmente è sua prigioniera, ma ovviamente pian piano i due si innamorano, mentre cercano di scappare da vari nemici in una profusione di scene kung fu al rallenty.
Poi litigano, si separano, lui si pente e la insegue, e proprio quando la raggiunge i due vengono catturati dai pugnali volanti.
E qui il film peggiora a picco.
Lei in realtà non è ne cieca nè figlia del capo dei pugnali volanti, ma una semplice soldatessa, che aveva preso per il naso il bel capitano per tutto il film. Ma in realtà era innamorata sul serio (of course) e quindi lei lo libera prima che lui venga condannato a morte, scappano insieme e provvedono a ballare il tuca-tuca prima di venire attaccati da un nemico ultraforte che riescono a sconfiggere al prezzo, ovviamente, della morte orrenda e sanguinolenta della bella. (ora che ci penso, forse l’unico film in cui zang ziji non fa una fine orrenda è solo memorie di una geisha)
Sono rimasta arrabbiata per giorni: com’è possibile che un film che parte così bene diventi così ultratrash?
Delusione al culmine; film da guardare solo per la prima parte e poi immaginarsi il finale che si vuole.
(immagine flying daggers)
clash of the titans (2010)
La peggiore, più bruciante delusione cinematografica che ho mai avuto fin ora.
La prima volta che ho visto il trailer, Avatar era uscito da poche settimane, e io ovviamente ero intrippata alla decima potenza, e l’idea di sam wortinghton in un polpettone epico sui miti greci mi elettrizzava. Inoltre il mito di perseo è uno dei miei preferiti. Quindi ho atteso con crescente impazienza che uscisse al cinema (dovete sapere che non avevo mai visto la pellicola dell ’81)
Quando clash of the titans ha fatto finalmente il suo ingresso nelle sale, ho cercato inutilmente di andarlo a vedere, perché i miei amici fiutando la trashata lo schivavano puntualmente, convincendomi a guardare qualcos’altro, oppure quando qualcuno si prestava a guardarlo mi ero ormai bruciata in fumetti tutti i soldi che avevo messo da parte per l’occasione.
Fatto sta che da un giorno all’altro uscì dalla programmazione, e io mi ripromisi di ritornare all’attacco una volta che fosse uscito in dvd.
Cosa che è successa credo un paio di settimane fa.
E io ovviamente sono caduta nella trappola.
Non pensavo che fosse possibile, ma dopo anni passati a farmi massacrare sulla cultura greca, sono diventata estremamente sensibile sull’argomento. Quindi vedere gli dei in armature di alluminio scintillanti sedere in un olimpo dai troni di fòrmica, un’enorme statua di zeus fatta di stucco in equilibrio sul ciglio di una scogliera, la reggia di argo pacchianissima piena di drappi e servitori spalmati di vernice dorata, Andromeda coi sopracciglioni, medusa col corpo mezzo serpente mezzo pornodiva… sono stata male fisicamente. Non sono nemmeno riuscita a spegnere il film tanto ero paralizzata dalla delusione.
La storia si basa sul mito originale mooolto alla leggera, mischiando elementi di altre leggende e condendoli con una dose abbondante di megamostri chiassosi. Il che ci starebbe anche se la trama non fosse così povera e chiaramente realizzata solo per dar spazio a “mozzafiato combattimenti in 3d”, che una volta che lo vedi in un piatto, piccolo schermo televisivo, il massimo che riescono a suscitare è il sollevamento delle sopracciglia.
Scivolone stilistico cosmico: Io (non io soggetto, Io la ninfa) che all’inizio ha un credibile chitone e una credibile crocchia, al proseguire della vicenda si presenta con una coda laterale allentata scomodissima ma molto fesciòn e (!!!) una specie di scaldaspalle grigio fatto di pirulicchi di lana cotta, che sembra pelo di cane rasta, e che non può essere nemmeno giustificato col fatto che ha freddo, perché sotto indossa una tunica senza maniche O______O
Insomma, un film da evitare. A gambe levate. Urlando.
(immagine Io clash of the titans) didascalia: Io e lo scaldaspalla incriminato
E termina qui il compianto delle mie aspettative cinematografiche devastate. So che mi capite, perché sicuramente è successo anche a voi.
A proposito, approfittatene per condividere il vostro dolore: se anche voi avete visto un film che vi ha tremendamente delusi, se vi aspettavate un capolavoro ma ne è uscita una schifezza, se avete visto film che nella prima metà vi sono piaciuti ma da cui poi siete stati terribilmente delusi, scrivetelo pure in un commento qua sotto! Estendiamo il nostro lamento in tutta la rete! yeeee \o/
al prossimo post! (in cui sfornerò notizie sul terzo volume della trilogia)
Vi è mai capitato di aspettare tanto tempo per vedere un film e poi rimanerne tremendamente delusi? oppure di adocchiare un film che sembra promettente ma che si scopre essere una trashata pazzesca? O anche guardarne uno che per la prime scene, o anche per la prima parte, vi sembra bellissimo (o almeno carino) ma che poi si rivela una schifezza? Insomma, avete presente quei film che una volta terminati vi lasciano quella sensazione di delusione estrema, di piallamento delle aspettative, di essere stati derubati del biglietto e presi bellamente per il naso?
Scommetto di si. Anche a me d’altra parte è capitato spesso: l’ultima volta solo ieri. Ed è per questo che mi è venuto l’impulso di denunciare queste orrende ingiustizie e stilare la mia top ten delle peggiori delusioni cinematografiche!
n.b: la classifica non è una classifica di bruttezza ma di delusione, quindi il primo in classifica non è necessariamente il più brutto di tutti, ma solo quello che mi ha delusa di più.
AVVERTENZA: CONTIENE SPOILER ORRENDI E MALEFICI
il patto dei lupi
Questo è un film che rientra nella categoria “carini la prima metà ma orrendi alla fine”; è la storia ambientata nel ’700 di un dottore francese e del suo amico nativo americano molto macho che vengono chiamati ad indagare su un certo ” mostro”, un lupo dicono alcuni, che semina vittime nella campagna di Gèvaudan. Seguono intricati intrecci e squartamenti di fanciulle indifese e inseguimenti in boschi brumosi, finchè l’indianino (che era il mio preferito) scopre la tana del cattivo e viene ucciso alle spalle dopo essersi eroicamente battuto contro una ventina di nemici. E qui il film, che (a parte l’eccezionale fotografia di Dan Laustsen) era stato carino, passabile, diventa una trashata cosmica: la bestia non è altri che un leone ipernutrito con l’armatura, controllato da una setta di nobili annoiati in tuniche rosse, che il dottore, in cerca di vendetta per l’amico indianino, provede ad affettare metodicamente. E poi lui sposa la sua (non molto)bella e parte per l’America con un vascello. Insomma, una gran delusione. Mi aspettavo di meglio.

Lui è Mani, l'indianino (quello che muore TT_TT)
io e marley
Un film molto carino nella prima parte, ma che nella seconda metà è diventato noiosissimo, una specie di “elogio canino” (oh marley, sei il cane migliore del mondo <3!!”) In questo film assistiamo alla crescita del labradorino combinaguai Marley, crescita direttamente proporzionale a quella delle finanze, del nucleo familiare e della popolarità del protagonista (un giornalista) Nel finale assistiamo all’agonia di questo povero cane ormai vecchio e con un piede nella fossa prima che finalmente passi a miglior vita e tutti in lacrime gli facciano un solenne funerale seppellendolo in giardino sotto il suo albero-pipì preferito. A rendermi ancora più odioso questo film è stata la favolosa, enorme casa nuova della famiglia del protagonista, immersa nei boschi con un giardino grande quanto parco sempione. Grrr! invidia massima! quella casa a voglio ioooo XD
Forse questo film sarebbe stato molto migliore se avessero aumentato le bravate canine di marley, simpaticissime specie quando è cucciolo, tagliando tutta la parte della happy family american style

oh, Marley, ti manca solo la parola <3<3<3
la leggenda di beowulf (2007)
La storia è fondamentalmente quella originale, tranne qualche (malriuscita) piccola modifica. Era molto che mi aspettavo di vederlo, perché l’ultimo adattamento del ciclo di beowulf (quello del 2005 con gerard butler) non mi era piaciuto molto; così sono andata al cinema piena di aspettative, che sono poi state puntualmente distrutte.
La leggenda di Beowulf è un film che è un esperimento un po’ azzardato, essendo completamente in computer grafica, anche gli attori, nonostante abbia un target per adulti. L’effetto può essere molto buono per i mostricioni e per i paesaggi, ma per le persone è pessimo, e l’atmosfera generale e di essere in un film pixar malriuscito, e ti aspetti che da un momento all’altro spunti buzz lightyear puntando su grendel la sua lucetta laser.
Come ciliegina sulla torta, due giganteschi scivoloni stilistici: 1)la madre di grendel è nientepopòdimenocchè angelina jolie, maliarda e pittata d’oro, con coda da diavolessa e tacco 12 formato da protuberanze sui talloni (!!) con la quale beowulf, da vero mandrillo, provvede immediatamente a copulare, invece di accopparla come da copione. 2) il wyrm, il drago, di conseguenza è il figlio di beowulf e della pornotrollessa, e una volta colpito a morte si scioglie rivelando un culturista pelato spalmato di vernice dorata.
Insomma, un film che avrei fatto meglio a non vedere.

il fantasma dell’opera (2004)
Questo è il film che ho visto ieri, e che mi ha dato l’ispirazione per scrivere questo articolo.
Il mio giudizio si può riassumere in tre parole: è un musical. E io odio i musical. Gli unici che mi sono piaciuti sono mary poppins e moulin rouge. Uno potrebbe dire: ” e allora?” beh, non lo sapevo! E non c’è niente di peggio che avvicinarsi speranzosi a un film che si prospetta interessante e scoprire che è un musical. Ma su questo uno ci potrebbe anche passare sopra, visto che magari la trama potrebbe essere bella e le canzoni pure, e uno potrebbe sorvolare sul fatto che in un momento di tremendo pathos scenico il protagonista invece di disperarsi normalmente si metta a cantare con struggimento. Ma il fantasma dell’opera è un brutto musical. Non sono nemmeno riuscita a vederlo tutto intero (continuavo a skippare le canzoni).
Scivoloni stilistici? 1) l’antro del fantasma è una caverna arredata in modo kitsch, piena di tendaggi di raso e candelabroni dorati, dove aleggia una fitta nebbiolina palustre 2) quando gerard butler (il fantasma) si toglie la maschera( che gli copre solo metà del viso), i suoi capelli, da neri e brillantanti, diventano biondi e ricci… wtf?!?
la tigre e il dragone
Mi ci sono imbattuta quando, dopo aver finito di guardare “memorie di una geisha”, mi sono data alla ricerca di altri film dove apparisse la mitica Zang Ziji.
Che dire ragazzi, non mi è piaciuto affatto. Eppure mi aspettavo tanto da questo film, sperando che fosse una cosa molto poetica o molto epica. Invece è una trashata dove i personaggi camminano sull’aria scambiandosi nel frattempo colpi di kung fu, e che da bravo film orientale finisce in modo tragico. Non ho nemmeno le parole per commentare ulteriormente, tanto ne sono rimasta delusa.
Scivolone stilistico: la protagonista (Zang Ziji) alla fine del film, dopo essersi finalmente riunita con l’amore della sua vita, si butta da un dirupo senza ragione apparente, e invece di cadere a palla di piombo e spiaccicarsi plana dolcemente e sparisce nella nebbia. O.O
O questo film è veramente brutto, oppure è troppo zen perché io lo capisca (e lo apprezzi)

chuck norris disse kung, e kung fu!
solomon kane
Avevo visto il trailer che mi è sembrato intrigante, un fumettone pieno di mostri stile “van helsing”, e mi aspettavo un film se non carino, almeno decente.
Beh, già il fatto che il film sia nella lista dimostra quanto io ne sia rimasta delusa.
Il film è molto darkdepresso, tanto che io e la mia famiglia abbiamo ribattezzato il protagonista “Solokomun Kane”: infatti il poveretto dopo aver accidentalmente buttato il fratello giù da una scogliera vaga reietto per il mondo diventando un maligno generale assetato di sangue, salvo poi redimersi e ritirarsi in un monastero, da dove viene puntualmente cacciato (perchè porta con se maligne presenze!) appena in tempo per salvare una famigliola di puritani da dei mostri trollosodemoniaci; fa amicizia con la famiglia, ma appena l’eroe inizia a sentirsi accettato dagli altri esseri umani ecco che i mostri ritornano e ammazzano tutti tranne la figlia grande, che rapiscono per portarla dal loro oscuro signore. Segue una caccia alla damigella con sparatorie agli zombi stile survival horror in un atmosfera cupa e piovosa mista tra silent hill e l’ingresso di una scuola in un lunedì di novembre. Insomma, l’eroe rintraccia la bella e provvede a salvarla combattendo contro un diavolone di sei metri per due. Vittorioso (of course) l’eroe si accascia esanime lasciando che la bella gli pianga sul petto.
E poi… pensate che dopo tutto questo sbatti assurdo l’eroe sposi la bella e viva per sempre felice e contento? No! provvede invece ad andarsene impennando figosamente il suo cavallo… dopotutto, lui non è un uomo qualunque: lui è Solokumun Kane!
matrix: reloaded
Anche a me matrix è piaciuto tantissimo (l’ho visto in ritardo, solo l’anno scorso) e quindi mi sono avvicinata a matrix: reloaded emozionantissima e con le aspettative alle stelle, sperando in un film che, non dico uguagliasse, ma almeno si avvicinasse abbastanza alla figosità del primo. invece mi sono addormentata. Delusione massima. Non commento oltre.
scivolone stilistico: Neo che diventa talmente potente da riportare in vita trinity con la stessa facilità con cui io digito “flop”
le nebbie di avalon
Un film contro cui io e Luca Azzolini, grande fan di Marion Zimmer Bradley, abbiamo ripetutamente inveito quando ci siamo incontrati per discutere della presentazione del “principe delle nebbie”.
Io avevo letto da poco il libro de “le nebbie di avalon” ed è inutile dire che mi era piaciuto tantissimo, quindi ovviamente scoperta l’esistenza del film mi sono fiondata a guardarlo. Ero emozionantissima, anche perché l’avevo già visto una volta da piccola e mi era piaciuto molto.
beh, evidentemente ero proprio piccola, perché riguardandolo sono rimasta scioccata dalla piattezza di questo film.
La trama è deturpata, trattata troppo velocemente e in modo piuttosto raffazzonato, e l’effetto generale è di un lavoro di serie b fatto tanto per fare, senza metterci passione, che non coglie minimamente l’atmosfera meravigliosa del libro.
Insomma, sono rimasta totalmente pietrificata per la delusione.
è Un film che potrebbe essere comodamente classificato come trash se non fosse per tre elementi che lo salvano, rendendolo quantomeno “guardabile”:
1) i costumi sono carini, non so quanto accurati storicamente, ma ci stanno (splendida la pettinatura di morgana all’incoronazione di artù) (un po’ meno splendida la corona di artù, che sembra che l’abbia trovata come sorpresa nelle patatine sancarloiùnior)
2) Juliana Marguilles spacca nel ruolo di Morgana
3) la colonna sonora è SPETTACOLARE: non per niente è stata fatta da Loreena McKennit e Medwyn Goodall, che assieme ad Enya sono gli DEI della musica celtica

a piccola Morgana, Viviana e uno schiavo palestrato si apprestano a fare il loro ingresso ad Avalon
la foresta dei pugnali volanti
Per la prima metà è un film bellissimo! (vabè, diciamo carino)
è la storia, ambientata nell’antica cina, di un capitano delle guardie che viene mandato alla ricerca della banda dei “pugnali volanti”, e per trovarlo si fa accompagnare dalla sua figlia cieca del capo (zang ziji) che nonostante il suo handicap è una maestra di kung fu ultra tosta, con un udito incredibile che le permette di combattere alla pari ( e superare) qualsiasi avversario; Lei inizialmente è sua prigioniera, ma ovviamente pian piano i due si innamorano, mentre cercano di scappare da vari nemici in una profusione di scene kung fu al rallenty.
Poi litigano, si separano, lui si pente e la insegue, e proprio quando la raggiunge i due vengono catturati dai pugnali volanti.
E qui il film peggiora a picco.
Lei in realtà non è ne cieca nè figlia del capo dei pugnali volanti, ma una semplice soldatessa, che aveva preso per il naso il bel capitano per tutto il film. Ma in realtà era innamorata sul serio (of course) e quindi lei lo libera prima che lui venga condannato a morte, scappano insieme e provvedono a ballare il tuca-tuca prima di venire attaccati da un nemico ultraforte che riescono a sconfiggere al prezzo, ovviamente, della morte orrenda e sanguinolenta della bella. (ora che ci penso, forse l’unico film in cui zang ziji non fa una fine orrenda è solo memorie di una geisha)
Sono rimasta arrabbiata per giorni: com’è possibile che un film che parte così bene diventi così ultratrash?
Delusione al culmine; film da guardare solo per la prima parte e poi immaginarsi il finale che si vuole.

clash of the titans (2010)
La peggiore, più bruciante delusione cinematografica che ho mai avuto fin ora.
La prima volta che ho visto il trailer, Avatar era uscito da poche settimane, e io ovviamente ero intrippata alla decima potenza, e l’idea di sam wortinghton in un polpettone epico sui miti greci mi elettrizzava. Inoltre il mito di perseo è uno dei miei preferiti. Quindi ho atteso con crescente impazienza che uscisse al cinema (dovete sapere che non avevo mai visto la pellicola dell ’81)
Quando clash of the titans ha fatto finalmente il suo ingresso nelle sale, ho cercato inutilmente di andarlo a vedere, perché i miei amici fiutando la trashata lo schivavano puntualmente, convincendomi a guardare qualcos’altro, oppure quando qualcuno si prestava a guardarlo mi ero ormai bruciata in fumetti tutti i soldi che avevo messo da parte per l’occasione.
Fatto sta che da un giorno all’altro uscì dalla programmazione, e io mi ripromisi di ritornare all’attacco una volta che fosse uscito in dvd.
Cosa che è successa credo un paio di settimane fa.
E io ovviamente sono caduta nella trappola.
Non pensavo che fosse possibile, ma dopo anni passati a farmi massacrare sulla cultura greca, sono diventata estremamente sensibile sull’argomento. Quindi vedere gli dei in armature di alluminio scintillanti sedere in un olimpo dai troni di fòrmica, un’enorme statua di zeus fatta di stucco in equilibrio sul ciglio di una scogliera, la reggia di argo pacchianissima piena di drappi e servitori spalmati di vernice dorata, Andromeda coi sopracciglioni, medusa col corpo mezzo serpente mezzo pornodiva… sono stata male fisicamente. Non sono nemmeno riuscita a spegnere il film tanto ero paralizzata dalla delusione.
La storia si basa sul mito originale mooolto alla leggera, mischiando elementi di altre leggende e condendoli con una dose abbondante di megamostri chiassosi. Il che ci starebbe anche se la trama non fosse così povera e chiaramente realizzata solo per dar spazio a “mozzafiato combattimenti in 3d”, che una volta che lo vedi in un piatto, piccolo schermo televisivo, il massimo che riescono a suscitare è il sollevamento delle sopracciglia.
Scivolone stilistico cosmico: Io (non io soggetto, Io la ninfa) che all’inizio ha un credibile chitone e una credibile crocchia, al proseguire della vicenda si presenta con una coda laterale allentata scomodissima ma molto fesciòn e (!!!) una specie di scaldaspalle grigio fatto di pirulicchi di lana cotta, che sembra pelo di cane rasta, e che non può essere nemmeno giustificato col fatto che ha freddo, perché sotto indossa una tunica senza maniche O______O
Insomma, un film da evitare. A gambe levate. Urlando.

Io e lo scaldaspalla incriminato
E termina qui il compianto delle mie aspettative cinematografiche devastate. So che mi capite, perché sicuramente è successo anche a voi.
A proposito, approfittatene per condividere il vostro dolore: se anche voi avete visto un film che vi ha tremendamente delusi, se vi aspettavate un capolavoro ma ne è uscita una schifezza, se avete visto film che nella prima metà vi sono piaciuti ma da cui poi siete stati terribilmente delusi, scrivetelo pure in un commento qua sotto! Estendiamo il nostro lamento in tutta la rete! yeeee \o/
al prossimo post! (in cui sfornerò notizie sul terzo volume della trilogia)
27 maggio 2009 ore 9.37
Innanzitutto, e come sempre, grazie a tutti voi che seguite questo blog (anche a chi non commenta) e soprattutto grazie infinite a tutti i lettori del mio libro: senza di voi non sarei nessuno!
Avrei voluto scrivere qualcosa di interessante questa settimana, ma la scuola mi sta letteralmente massacrando e ho a malapena il tempo di passare da un libro all’altro tante sono le verifiche slash interrogazioni che ci scodellano i cari e adorati professori. Penso che sia una situazione che ognuno ha vissuto ben più di una volta, quindi spero di poter contare sulla vostra comprensione e quindi mi perdoniate se per adesso vi posto solo un pezzettone tagliato via dall’Erede di Ahina Sohul!
AVVERTENZA: questo è un estratto inedito, che ho scritto alcuni anni fa, la mia editor non l’ha nemmeno toccato, quindi ci sono incongruenze, assurdità, orrori ortografici etc… accettate l’idea e RIPONETE LE ASCE BIPENNI THX!!!
……..
(Siamo a Yared, appena prima dell’attacco amorpho, una delle parti più tagliuzzate di tutto il volume)
Con una nuvola di polvere, Eynis richiuse il pesante volume che stava consultando.
Molto interessante un manuale sui mille modi di cucinare le cipolle alla maniera di Raden pensò con un sospiro rassegnato. Mi aspettavo qualche racconto epico, qualche cronaca della storia di Raden, ma evidentemente qui hanno da scrivere solo manuali su come costruire capanne il più pericolanti possibili senza farle crollare.
Percorse con lo sguardo la stanza avvolta nella penombra, e ripose il libro nello scaffale. Poi spense la candela con un soffio e si diresse a tentoni verso la porta.
Il fascio di luce proveniente dalla finestra che dava sul cortile la investì. Mentre i suoi occhi si abituavano alla luce, scese a passo svelto la scala a chiocciola, e attraversato il grande salone si diresse nei giardini per una porta laterale.
Il giardino, al contrario del palazzo e di tutti gli edifici a Raden, era straordinariamente ben curato. anche in inverno i ramoscelli spogli dei cespugli erano perfettamente regolati, e nel vialetto di piccoli ciottoli, completamente sgombro dalla neve, non c’era nemmeno una foglia secca.
Ma avanzando nel cortile, che si faceva sempre più intricato, Eynis si accorse di stare pian piano lasciando il palazzo. A ogni passo il giardino era meno curato, e la neve iniziava a macchiare il sentiero. Man mano le erbacce iniziarono a intralciare il cammino della ragazza, e il vero giardino ormai non si intravedeva quasi più.
Eppure non sono ancora uscita dalle mura del palazzo pensò Eynis facendosi strada fra i rovi. Si chiese se non fosse meglio tornare indietro, se magari non si fosse persa. A un certo punto, ai lati del sentiero, iniziarono a scorgersi alcuni resti di muri semicrollati e ricoperti da muschio e edera. Ma si può sapere dove sono finita? Si chiese la ragazza. Quei muri erano molto diversi da quelli del palazzo. Le pietre erano regolari, tagliate come fossero mattoni e imbiancate di calce. Avvicinandosi a un muro, vide che il muschio aveva ricoperto una intricata decorazione sulla calce. Togliendo delicatamente il muschio, la ragazza scoprì il disegno stilizzato di un albero in fiore, e rimase senza fiato per la sua bellezza. Non ho mai visto nulla di simile. Spinta da una curiosità irresistibile, iniziò ad aggirarsi per le rovine. Sono a pianta circolare. Doveva trattarsi di torri, probabilmente di avvistamento: da qui si gode di un ottima vista della pianura.
D’un tratto le venne in mente quello che le aveva detto Principe: in principio Yared era un avamposto elfico. E d’un tratto quel disegno così particolare e quello strano stile nelle costruzioni non sembrarono più un mistero.
Ma improvvisamente le parve di sentire una voce provenire dal centro di quei ruderi. Avanzò cautamente, e a quella voce se ne aggiunse un altra. Erano voci umane, e appartenevano a due uomini. Avanzando ancora si accorse che una di quelle voci apparteneva a Jadifh. Cosa ci fa Jadifh in un posto del genere? Si chiese sospettosa.
- Questo è il mio volere! – sbottò Jadifh.
- Ragiona Ombra! Abbiamo bisogno di te. I tuoi uomini hanno bisogno di te! – disse l’uomo.
- I miei uomini dovrebbero imparare a cavarsela da soli!
Eynis continuò ad avanzare cautamente, al riparo delle rovine, cercando un posto da cui avrebbe potuto osservare i due senza essere vista.
- Aveva ragione Eryn, come sempre – sospirò l’altro. – Li hai seguiti di tua volontà.
- Certamente – disse Jadifh. – All’inizio non si fidavano, mi hanno legato, per via del mio aspetto amorpho. Ma poi hanno aquistato fiducia e ora sono uno di loro.
- Non sei uno di loro Ombra! Tu sei uno di noi! Sei il nostro capo!
- È nel nostro interesse che viaggio con loro, lo vuoi capire?
Eynis improvvisamente si accorse di una feritoia in cima ai resti di una torre. Salì con cautela i gradini pericolanti, facendo attenzione a non fare rumore.
Jadifh con un sospiro si sedette su un muretto e si appoggiò alla parete. L’altro era uno dei cortigiani che Eynis aveva visto a colazione. Si chiese cosa avesse a che fare con Jadifh. Poi vide che al suo guanto di pelle nera mancava il pollice e capì.
La spia dei ribelli prese a camminare avanti e indietro. – Ombra, non spetta a me dirti ciò che devi fare ma…
- Esatto, Nebbia, non spetta a te. Tu sei Nebbia, io sono Ombra. Tu sei appena entrato a far parte degli scuri, mentre io ci sono da sette anni. E inoltre, io sono il tuo capo non scordartelo!
- Perdona, Ombra – mormorò la spia dei Ribelli -ma c’è grande agitazione a causa della tua assenza, lo sai. Faewin è andato a Nebèra per chiedere spiegazioni a re Hedrim… credevamo che avesse ordinato il tuo rapimento. E suo fratello Fowean sarebbe andato a Feira Ahillen, se non glielo avessimo impedito. Temevamo per la tua sorte.
- So cavarmela da solo Nebbia. Li avrei potuti uccidere tutti se avessi voluto – mormorò Jadifh facendo rimbalzare un ciottolo sul palmo della mano.
- È anche di questo che ti dovevo parlare. Avevi a portata l’erede di Ahina Sohul, perchè non l’hai ucciso?
Eynis trasalì allora era vero! Quella volta Jadifh aveva veramente cercato di uccidere Bedwyr! Sentendo che la sua fiducia per il ragazzo crollava come un castello di carte, tornò ad osservare i due con uno spiacevole groppo in gola.
- Non avevo voglia- disse distrattamente Jadifh – avrebbe complicato le cose. E poi alcuni degli interessi degli elfi sono comuni a quelli dei Ribelli, se collaboriamo riusciremo a toglierci Pseudos dai piedi una volta per tutte.
- E Malbrek? Pensi che con il loro aiuto potremmo eliminare anche lui?
Jadifh iniziò ad agitarsi nervosamente, tormentandosi la collana. – Penso che per tentare di scontrarci direttamente con Malbrek dovremmo aspettare… senza contare che potremmo non riuscire ad arrivare fino a lui.
- Che diamine stai dicendo Ombra? Nessuno più di te dovrebbe desiderare la morte del Signore delle Nebbie.
Con uno scatto d’ira Jadifh scagliò il ciottolo contro una parete, che venne percorsa da una profonda crepa.
- Calmati! Calmati!- disse preoccupato la spia dei ribelli.
- Sto bene – deglutì Jadifh.
- A proposito… ti è successo di nuovo?
- Non da quando Eryn mi ha dato l’amuleto, lo sai.
- A proposito di Eryn, perché non mi hai chiesto sue notizie?
- Non mi interessano sue notizie – disse distrattamente il ragazzo raccogliendo un altro ciottolo.
- Sarà preoccupata?
- Preoccupata? Quella strega? Ma figuriamoci! È più che altro preoccupata di non potermi più ricattare -. Il ragazzo sospirò rassegnato. – Ti dico un piccolo segreto Nebbia: quella mi odia. Crede che io sia responsabile della morte di suo fratello.
- Ma allora perché…
- La smettiamo di parlare dei miei affari? – protestò il ragazzo.
- Scusa, scusa – disse la spia dei Ribelli schermandosi con le mani. – Allora parliamo dei nostri affari. Cosa intendi fare ora?
- In che senso?
- Intendi tornare alla città delle cento torri?
- Ma certo che no! – disse Jadifh passandosi il ciottolo tra le dita. – Seguirò i miei nuovi compagni e li aiuterò a raccogliere le pagine. Sono sicuro che con loro troveremo il modo di spodestare Pseudos come lui ha spodestato Galwan.
- E in quel momento uccideremo l’erede?
- No! Non capisci? Non c’è bisogno di uccidere quel ragazzo. Ascolta, l’ho conosciuto: è solo un moccioso superbo e vanitoso e viziato. Non sarà mai un buon re, ma non sarà mai neanche un buon tiranno. Se dovessero, per sfortuna, incorornarlo, non ci sarebbe pericolo.
- Devi discuterne con Kedor.
- Se capiterà di incontrarci per la via…
- Ma…
- Non torno indietro Nebbia!
- Sì, però…
- Il discorso è chiuso. Non abbiamo nient’altro da dirci.
- Ma Ombra…
- Non abbiamo nient’altro da dirci.
La spia dei ribelli annuì, e dopo un breve inchino si allontanò.
Oh, no passa per di qua! Pensò Eynis appiattendosi contro il muro.
La spia dei Ribelli passò proprio davanti alla feritoia, ma presa com’era nei suoi pensieri non si accorse della ragazza.
Eynis con un gran sospiro si accasciò a sedere. Davvero i Ribelli vogliono uccidere Bedwyr? Per quale motivo? E perchè Jadifh si oppone? E quell’amuleto di cui parlavano, è la sua collana? Se sì, a cosa può servire? Ma i suoi ragionamenti vennero interrotti: qualcuno la afferrò bruscamente per un braccio e la inchiodò al muro.
- Ombra! – balbettò la ragazza.
- Da quanto sei qui? – chiese lui con gli occhi che mandavano fiamme.
La ragazza ammutolì, paralizzata dalla rabbia negli occhi del capo dei Ribelli.
- Cosa hai sentito? – ruggì Ombra stringendo di più la presa sulle sue spalle.
- Lasciami! Mi fai male! – gemette Eynis.
La furia del ragazzo parve placarsi un attimo. Lasciò la presa sulle spalle della ragazza e incrociò le braccia.
- Sto aspettando una risposta! Cosa stai facendo qui?
- Stavo facendo un giro… – iniziò Eynis evitando lo sguardo del ragazzo. Per la prima volta, sentiva di non conoscerlo più. Per la prima volta aveva paura di lui.
- Continua – la incalzò Ombra.
- …ho sentito delle voci, e sono venuta a vedere.
- Cosa hai sentito?
- Abbastanza – disse Eynis ritrovando improvvisamente tutto il suo coraggio.
- Abbastanza per cosa?
- Abbastanza per capire che ho sbagliato a fidarmi di te! Era vero che volevi uccidere Bedwyr! Io credevo che fosse una della sue bugie!
Stavolta fu il ragazzo a distogliere lo sguardo. – Io non ucciderò Bedwyr.
- Ma ne saresti capace! – lo accusò la ragazza.
Jadifh non rispose, fissando per terra.
- Chi sei tu?- disse piano Eynis.
Il ragazzo sospirò e la guardò negli occhi. – Io sono il capo dei Ribelli- disse Ombra.
- Giusto. Tu sei Ombra- disse Eynis sospirando a sua volta.
- Vieni- borbottò Jadifh, prendendola per il gomito. – Torniamo dagli altri.
……
spero che vi sia piaciuto, scusate ancora se sono poco presente sul blog in questo periodo, vi assicuro che fra un paio di settimane tornerò con post più impegnativi e con altre novità sul Principe delle Nebbie!