mettere in ordine
Questo è stato un periodo di gran casino. Con il libro, con la scuola, con altre mie faccende di cui non parlerò qui, tutto nella mia testa è stato un miscuglio di disordine nebuloso. Ma ora il libro è finito, la scuola è finita, i miei altri impicci si sono levati di torno, ho iniziato a riordinare.
Sto mettendo in ordine il libro. Ricordate l’immagine della mia editor che fronteggia la stampata con una falce? Ebbene, non era poi un’ immagine così iperbolica: il secondo volume era talmente lungo che si sarebbero dovute tagliare 200.000 battute. Io per salvare un anno di lavoro, ho chiesto che venissero spostate nel terzo libro. Così è stato fatto. Di quelle 200.000 battute ho fatto un copia e incolla in un nuovo file word, e così non solo ho iniziato il terzo volume, ma sono anche arrivata a pagina 130! Scherzi a parte, ora sulla mia scrivania c’è un file chiamato Il libro del destino 3. Mi ha fatto impressione. Ci avviciniamo alla fine.
Sto mettendo in ordine le faccende di scuola. Quest’anno, a causa sempre di quella confusione nebbiosa di cui parlavo prima, ho un po’ trascurato lo studio, e ora mi becco gli esami di greco e matematica. Ben mi sta. Studiate ragazzi, non prendete esempio da me! Comunque, ora mi son tirata un paio di schiaffoni morali e mi sto mettendo sistematicamente a recuperare il lavoro perduto. L’anno prossimo, al liceo, inizieremo il Medioevo, il mio periodo storico preferito assieme al Rinascimento e al Settecento, e io tanto per entrare ben bene in atmosfera ho preso ad ascoltare a ripetizione tutte le danze medievali sul mio iPod; ho imparato a memoria una meravigliosa canzoncina in inglese del Trecento. L’ho anche imparata con il flauto. Fa così:
mirie it is when sumer y-last
with fugheles son
oc nu neheth windes blast
and weder strong.
ei, ei! what is nicht is long
and ich with wel michel wrong
soregh and murne and fast.
è splendida. Si, lo so che sono l’unica pazza in grado di fare una cosa del genere. Non posso farci niente, mi disp.
Sto mettendo in ordine la mia stanza. Che è come far ordine nella mia testa. E non è un lavoro da sottovalutare: camera mia è piccola, e gli strati di casino si accumulano l’uno sull’altro tanto che risistemarla è peggio che cercare Troia, e neppure Schliemann riuscirebbe a raccapezzarsi.
Comunque ho deciso per la prima volta in assoluto di mettere a posto il mio cassetto dei disegni (un metro per venti cm di fogli sparsi e sedimentati senza alcun ordine logico).
E così, impassibile e inflessibile, ho buttato due anni di disegni.
Ma era solo caos nostalgico.





