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25 febbraio 2009 ore 11.34

Full Immersion nel secondo volume

Dopo la presentazione del libro del destino (16 novembre dell’era geologica scorsa) incorsi in un periodo di totale annullamento mentale, in cui mi pareva di ondeggiare vacua nell’aere (O_o). Nel suddetto periodo arrivavo a scrivere massimo una riga alla settimana (se andava bene). Questo raptus di sciallaggine è durato fino alle vacanze bianconatalizie nelle quali miracolosamente (o grazie al panettone) il sipario si è alzato e ho iniziato a mettermi a scrivere seriamente. Urge una piccola precisazione: le bianche pagine word del fantomatico secondo volume del Libro del Destino (che chiamerò LdD perché è più corto, và là!) hanno iniziato a riempirsi nel lontano giugno 2008, e l’estate scorsa, mentre in un camper affittato ballonzolavo dai monti dell’Austria ai collinozzi della Cornovaglia, al piatto verdeggiare Gallese, avrò scritto circa centocinquanta pagine word… Poco! Troppo poco! Me sciagurata e miserrima! Ora in pieno fortunale scolastico giaccio, abbandonata sulla mia scrivania, a ticchettare furiosamente le pagine mancanti sulla tastiera del mio mac nero strafigo (mio unico lusso), per fare in modo che questo secondo volume che pare da voi tanto atteso si ritrovi entro il prossimo inverno a pisolare comodamente sui vostri comodini. il mio adorato paparino, informatico e genio part-time, che grazie al suo lavoro computeroso è un hacker pazzesco, nel senso che si è comprato un sacco di programmi e surplus con i quali ha potenziato il suo comune mac os tanto che al confronto mazinga è una caffettiera, mi ha fatto un meraviglioso foglio excel con il quale (meraviglia!) sono in grado di vedere, scrivendo il numero di battute settimanali, quante effettive cartelle ho scritto e quanto sono avanti rispetto al mio programma… descritto così sembra una cosa da niente, ma per una noob come me è magia pura, c’è persino il grafico che si alza e si abbassa secondo i progressi che fai *_*!!!  Svicolando da queste divagazioni, rivelerò lo scopo di questo post, ovvero: piazzare una qualsiasi cosa in questo cappero di blog anche questa settimana u_u.

Giusto per non sprecare questa pagina, vi parlerò brevemente delle mie impressioni e dei miei pastrocchi su quel povero, fantomatico secondo volume del LdD.

Dunque, un grave dilemma mi affligge: i capitoli lasciati indietro. Perché certo, quando la vicenda si è smembrata e poi dipanata in tanti episodi minori, io ovviamente ho iniziato a seguire quella che mi piaceva di più e che più mi emozionava, lasciando indietro poveri capitoli solitari, con nient’altro che anoressici abbozzi di vicenda, tracce striminzite, spiluzzichi di trama… ed ecco le loro intestazioni provvisorie:

(titolo al capitolo)

(povero capitolo senza un titolo)

(torna a casa titolo!)

(i predatori del titolo perduto)

e altre variazioni sul tema.

Senza contare poi che si è presentato il terrificante problema del romanticismo.

Il romanticismo! Gioia e dannazione! E quei dannati attimi di tenerezza che vanno imbrigliati per non sconfinare nel love love!  E quelle maledette frasi che ti sembrano troppo sdolcinate se le lasci libere e che, se le imbrigli, sembrano una telecronaca di emozioni! E i personaggi maschili? Non è certo facile sondare l’imperscrutabile mente del coetaneo di sesso opposto! E cercare di evitare che i miei protagonisti maschili sembrino eroi di Shoujio manga, oppure Action Man, a seconda.

E poi, il preziosissimo aiuto di mia madre, santa donna, che continua a regalarmi il suo tempo leggendo il mio lavoro. Finalmente, dopo mezz’ora di sofferenza in cui la osservo mentre legge cercando di sondare le sue emozioni, ecco che arriva il saggio è costruttivo commento:

(lei) – bellissimo!

(io) – allora, va bene?

- certo!

- e cosa non ti è piaciuto?

- niente!

- ok… ehrm… allora, cosa ti è piaciuto?

- tutto!

- sì ma cosa? cosa in particolare?

- ma tutto!

- e che ne pensi di quella scena dove xxxx? (per scrivere la quale avevo pianto lacrime e sangue)

- bellissima!

- ma non è troppo xxxx?

- affatto!

- ma allora cosa c’è di sbagliato?

- niente!

- AAARGH!

Ovviamente sto esagerando. Il più delle volte la critica costruttiva riesco a strappargliela.

Per il resto, tutto procede come al solito, caldo e familiare come una vecchia fiaba, Eynis continua a combattivare, Jadifh continua ad Amorpheggiare, Bedwyr continua a Principinare e, come sempre, l’Aquila Bianca osserva.

27 novembre 2008 ore 9.59

16 novembre


I miei ricordi di questo giorno sono piuttosto ovattati e confusi.
Ma ora cercherò di farvi un resoconto coerente di come sono andate le cose, o almeno di come io le ho vissute.
La presentazione era fissata per le 17 al Mondadori Multicenter di via Marghera a Milano, uno di quei posti adorabili dove si mescolano libri, musica e (wow) videogiochi.
Mentre si avvicinava inesorabile l’ora X, cantilenavo frasi sconnesse, tipo “hopaurahopaurahopauraaaaaa” alternandole a citazioni di Orazio e ad alcune frasi (sbagliate) in greco antico. Appena sono entrata in libreria però ho saggiamente provveduto a celare la mia sovreccitazione per preservare un minimo la mia immagine. Ma le ginocchia mi tremavano come nacchere.
Man mano che la sala si riempiva sono stata costretta a saltellare da una persona all’altra, senza aver tempo per dedicarmi veramente a ognuno degli amici, parenti, insegnati, conoscenti, e anche tanti nuovi lettori, che erano venuti fin lì a sostenermi. C’era tantissima gente: più di 150 persone.
Comunque approfitto di questo spazio per ringraziare ancora una volta tutti quelli che sono venuti: grazie, grazie, grazie!
A quel punto è arrivata Alessandra Casella, che doveva introdurre e presentare il libro. È un’attrice, una giornalista, un’appassionata di tutto ciò che riguarda i libri… Insomma, una grande! Prima di iniziare ci siamo sedute a un tavolino del bar, lei ha ordinato cappuccino e brioche per lei «e per me nulla, grazie!» (l’ansia mi aveva chiuso lo stomaco) e mi ha rassicurato nel miglior modo possibile, scovando le mie ansie e cacciandole via a mazzate.
Di tutte le cose bellissime che ha detto non ricordo molto, purtroppo. Ricordo solo che, nonostante i complimenti mi mettano sempre in imbarazzo, per una volta sono stata orgogliosa che si parlasse così bene del mio lavoro.
Purtroppo non ricordo neanche che cosa ho detto io, quando è stato il mio turno di parlare. La mia mente era troppo impegnata a incasellare le parole l’una dietro l’altra. Comunque a quanto mi hanno raccontato, pare che sia riuscita a rispondere in modo coerente e a emettere frasi di senso compiuto. È stato un vero sollievo scoprirlo.
Per chiudere la presentazione c’è stata anche una bella sorpresa: torta con candeline e tanto di canzoncina! Ebbene sì, questa presentazione è stata anche il più bel regalo per il mio quindicesimo compleanno (li ho compiuti il 15 in realtà, ma va bene lo stesso!).
Poi credo di avere anche firmato delle copie: come si spiegherebbero altrimenti le macchie di inchiostro e il callo dello scrittore che mi sono trovata quella sera sulla mano destra?
Come vedete i miei ricordi non sono molto ben definiti. Se qualcuno ci è stato e vuole rinfrescarmi la memoria, si faccia pure vivo! Se invece non ci siete stati, beh, seguite questo blog così se l’evento dovesse ripetersi ne verrete informati!