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10 novembre 2009 ore 10.53

Il principe delle nebbie

Il principe delle nebbie

Da oggi in libreria. Spero che vi piaccia!

22 gennaio 2009 ore 11.00

Fiabe e Fantasy

Queste due parole possono sembrare totalmente diverse tra loro. Dopotutto, le fiabe sono quelle storielle tranquille tranquille che vengono raccontate ai bambini per fargli fare la nanna, mentre i racconti fantasy sono pieni di mostri, guerre, violenza. In realtà hanno in comune un aspetto fondamentale: il percorso di formazione del personaggio. In entrambi i generi letterari il protagonista affronta delle prove che portano a una crescita morale, che lo accompagnano verso la realizzazione, non importa se si tratta di Aragorn o di Pollicino.

Probabilmente ora molta gente potrà pensare che sono ubriaca fradicia o in preda a un raptus di idiozia, in realtà la mia affermazione non è così assurda come sembra: lo scheletro di entrambi questi generi, la radice essenziale, sta nel rito di passaggio primitivo che un ragazzino doveva compiere per passare all’età adulta. Ora penserete: “Ok, non è ubriaca, è proprio pazza!” In realtà non è una mia idea! Fu lo studioso russo Vladimir Jakovlevic Propp a teorizzare un legame tra i riti di iniziazione e le fiabe.

Nei riti di iniziazione un ragazzo doveva affrontare delle difficili prove per dimostrare di essere maturo e pronto per passare all’età adulta; questi riti poi cessarono, ma rimasero impressi nella memoria degli anziani, che li raccontarono ai loro figli, i quali a loro volta li tramandarono ai loro, e così via finchè l’idea stessa del “rituale” si perse, e ne rimase solo la radice.

Non mi credete? Il grande Propp ha pensato anche a questo: ha infatti raccolto e definito tutti gli aspetti comuni alle fiabe in varie funzioni, che vengono chiamate (viva la fantasia!) Funzioni di Propp, vi fornisco il link al sito con la loro spiegazione dettagliata passo per passo.

Queste funzioni, guarda un po’, sono presenti anche in quasi tutti i racconti fantasy (controllate se non ci credete!!!)! Come per le fiabe, spesso ne sono presenti solo alcune, o ancora più spesso sono molto nascoste: bisogna saperle trovare!

Adesso vi chiedo di servirvi del link di sopra, perchè sto per mettere a confronto la celebre fiaba di Cappuccetto Rosso con nientepopodimeno che…  “Il Signore degli Anelli”! (urgh! un’orda di puristi mi fissa inferocita brandendo asce bipenni molto affilate!)

Per chi volesse un punto di riferimento, o per chi anche alla fine di questo confronto fosse ancora incredulo, vi linko qui di seguito:

- Cappuccetto Rosso versione Grimm

- Riassunto del signore degli anelli

Ora dimostrerò che le funzioni di Propp sono valide sia per il fantasy per eccellenza sia per una delle fiabe più famose, il che significa che fiabe e fantasy hanno una radice comune. Come ho già detto, non tutte le funzioni sono presenti:  è piuttosto raro trovarle tutte assieme in un racconto.

CAPPUCCETTO ROSSO (C.R) VS THE LORD OF THE RINGS (LotR)

1) Allontanamento:

- C.R: Cappuccetto Rosso viene mandata dalla nonna.

- LotR: Bilbo parte.

2) Imposizione/divieto:

- C.R: a Cappuccetto viene vietato di attraversare il bosco.

- LotR: a Frodo è vietato utilizzare l’anello.

3) Infrazione/Violazione:

- C.R: Cappuccetto disobbedisce alla mamma, va lo stesso nel bosco e incontra il lupo.

- LotR: //

4) Investigazione:

- Cappuccetto Rosso: il lupo cerca di scoprire dove sia diretta Cappuccetto.

- LotR: Sauron fa torturare Gollum per ottenere informazioni sul portatore dell’anello.

5) Delazione

- C.R: Cappuccetto rivela al lupo dove si trova la casa della nonna.

- LotR: Gollum rivela che i Baggins della Contea hanno l’anello.

6) Perfidia:

- C.R: il lupo decide di mangiarsi Cappuccetto e la nonna.

- LotR: Sauron manda i Nazgul a caccia del Portatore.

7) Complicità:

- C.R: Cappuccetto Rosso dà retta al lupo e si attarda nel bosco, in questo modo il lupo fa in tempo ad andare dalla nonna.

- LotR: a Brea Frodo si infila l’anello richiamando i Nazgul.

8) Danneggiamento:

- C.R: il lupo mangia la nonna.

- I Nazgul pugnalano Frodo a Collevento.

9) Mediazione:

- C.R: Cappuccetto si accorge che la nonna è “diversa” dal solito.

- LotR: viene chiesto a Frodo e alla compagnia dell’Anello di distruggere l’anello.

10) Reazione incipiente:

- C.R: Cappuccetto Rosso inizia a fare domande al lupo.

- LotR: la compagnia dell’anello accetta la missione.

11) Partenza:

- C.R: il lupo mangia Cappuccetto.

- LotR: la compagnia parte.

12) //

13) //

14) Ottenimento del mezzo magico:

- C.R: //

- LotR: a Lotlòrien vengono fatti dei doni MOLTO utili per la compagnia (v. Luce di Aerendil).

15) Trasferimento:

- C.R: il cacciatore va a visitare la nonna.

- LotR: Vari spostamenti della compagnia. A noi interessa che: Frodo è a Mordor, Aragorn è a Gondor.

16) Lotta:

- C.R: il cacciatore libera Cappuccetto e nonna dalla pancia del lupo.

- LotR: Aragorn combatte ai Campi Pelennor e davanti al Nero Cancello. Frodo combatte contro l’anello.

17) Marchiatura:

- C.R: //

- LotR: Gollum stacca il dito a Frodo

18) Vittoria:

-C.R.: il lupo muore con la pancia piena di sassi.

- LotR: Sauron viene sconfitto e il suo esercito piallato; Frodo riesce a liberarsi dell’influenza dell’anello.

19) Ritorno:

- C.R.: Cappuccetto torna a casa.

- LotR: Frodo torna alla contea. Aragorn torna a Gondor.

(salto le dieci funzioni “facoltative”)

29) Matrimonio e Ascesa al trono:

- C.R.: //

- LotR: Aragorn sposa Arwen e diventa re di Gondor.

Da questo confronto possiamo osservare che:

- i punti fondamentali sono presenti, seppur in maniera diversa, sia in Cappuccetto Rosso che nel Signore degli Anelli.

- contrariamente a quanto ci si possa aspettare, il Signore degli Anelli presenta un numero maggiore di funzioni di Propp rispetto a Cappuccetto Rosso!

Anche il romanzo di Tolkien, quindi, contiene ancora una traccia dei riti di iniziazione primitivi: il Signore degli Anelli è un percorso di crescita: crescita per Frodo, crescita per Aragorn, crescita per il lettore.  Anche Cappuccetto Rosso affronta delle prove che la porteranno a maturare. Nonostante le due storie siano completamente diverse, quasi agli antipodi, la loro radice è comune! (Vi sfido a rifare il confronto con qualsiasi altro fantasy e/o fiaba!)

In conclusione: fiaba e fantasy non sono così diversi tra loro.

più simili di quanto siamo soliti ammettere

Cappuccetto e Aragorn: non sono poi così diversi!

Adesso però voglio sentire voi! Vi ho convinti? Siete ancora scettici? Siete totalmente contrari alle idee che ho esposto? Oppure avete individuato qualche altra funzione di Propp che io non ho trovato? O non siete d’accordo con qualcuna delle funzioni che ho trovato? I commenti sono a vostra disposizione!

E per chiudere in bellezza, ecco i disegni che mi sono stati commissionati:

Ninfe Nahf e Thys per Roxana e Lorenza

Ninfe Nahf e Thys per Roxana e Lorenza

Nabrik e Eynis per Luka

Nabrik e Eynis per Luka

Daylin per Yle e Melissa

Daylin per Yle e Melissa

20 dicembre 2008 ore 16.48

Le Eroine Nel Fantasy


-premessa-

Oggi stavo andando a scuola rassegnata a fare la versione di Latino; ho legato come al solito la bici al portabici (dove se no?) e mi sono tristemente avviata verso il temuto edificio scolastico, quando ho notato che, nonostante fossi in ritardo di un buon cinque, dieci minuti (sono sempre in ritardo di cinque, dieci minuti) attorno a me c’era un’inconsueta agitazione studentesca. Svoltato l’angolo, mi sono diretta verso il cancello e… TRIPUDIO! Un fantastico picchetto bloccava l’entrata con tanto di macchina a sbarrare l’ingresso! Quindi ho trascorso una meravigliosa mattinata al calduccio a casa mia, scrivendo la continuazione de “Il libro del destino” (e, ahimè, studiando latino per la verifica di domani. Eeeh, purtroppo mi tocca!). Siccome oltre a Latino dovevo studiare anche Epica, leggendo della sfortunata Didone nell’Eneide, mi sono ritrovata a pensare alla figura dell’Eroina nel Fantasy, di come si sia evoluta e di come abbia influenzato me e gli altri scrittori fantasy moderni. Premettendo che la mia documentazione è piuttosto ridotta siccome non ho ancora completato la mia istruzione, spero che vi godiate comunque l’articolo.

-eroine nel fantasy-

In molti racconti fantastici, o nell’epica, appare una figura femminile che si distingue per coraggio e per forza, sia fisica che morale. A mio parere queste figure hanno le loro radici nelle primitive società matriarcali, delle popolazioni stanziali che lavoravano la terra e che a essa erano molto legate (veneravano infatti le dee madri). Queste popolazioni poi sono state sottomesse da altre di origine indoeuropea, nomadi, patriarcali, con divinità celesti (non erano coltivatori, quindi la terra non aveva per loro molto significato). Tuttavia una traccia di queste popolazioni e delle loro dee “dell’amore e della guerra” si ritrovano nel Pantheon di civiltà successive, come la sumerica Ishtar o la greca Afrodite. È appunto nel Pantheon greco che secondo me risiede lo “stereotipo” di tutte le eroine fantastiche. Parlo ovviamente di Artemide, la dea cacciatrice, con le sue frecce silenziose e invisibili che portano alla morte qualsiasi umano (probabilmente la “freccia di Artemide” o quella di Apollo erano la spiegazione antica a malattie come infarto o ictus). Artemide, forte, orgogliosa, libera, che vive nelle foreste assieme alle sue cacciatrici, è per me lo “scheletro” su cui sono state successivamente costruite tutte le eroine del fantasy.

Rimanendo sull’epica, occorre certamente ricordare la mitica figura dell’Amazzone e in particolare Pentesilea, la loro regina. Essa, con il suo esercito di donne guerriere, accorse in aiuto dei Troiani durante l’assedio a Ilio, combatté conto lo stesso Achille ma da esso venne sconfitta e uccisa.

la Dea Artemide

la Dea Artemide

Ma nell’epica omerica e virgiliana sono presenti soprattutto eroine che NON combattono, ma che si distinguono per coraggio e capacità di sopportazione. Parlo ovviamente di Andromaca e di Didone, le cui tragiche vicende non voglio rivangare (se no mi metto a piangere! ma se non le conoscete e vi interessa saperne di più, sono sicura che potrete trovarle sulla fedele wikipedia).

A mio parere le radici della figura dell’eroina nel fantasy derivano dai personaggi che ho citato. Infatti ogni eroina del fantasy ha due aspetti principali: la forza fisica (o l’abilità magica, o la capacità di combattere) e quella morale, non parlo ovviamente solo del coraggio, ma anche di quella determinazione che le permette di superare i momenti difficili.

Questo secondo me, magari indirettamente, ha influenzato molti personaggi femminili del fantasy moderno. Per mio diletto ho diviso le eroine moderne in due categorie. Perdonatemi i nomi non proprio professionali, ma non ho saputo resistere!

una guerriera parecchio tosta

una guerriera parecchio tosta

-la guerriera tosta ha la forza e il coraggio di afrodite e Pentesilea e l’animo tormentato di Andromaca o Didone. In questa sezione collocherei innanzitutto le eroine troisiane: come ad esempio Nihal de “Le cronache del mondo emerso”, che presenta tutti gli aspetti che ho citato. Dubhe (“Guerre del mondo emerso”) ovviamente non è da meno. Poi senza dubbio citerei Arya (“Il ciclo dell’eredità”) in quanto a forza e coraggio ci siamo, ma per l’animo tormentato non troppo (è fredda come un blocco di marmo e non si capisce quello che pensa). Solo in “Brisingr” si scopre qualcosa di più su di lei ed ecco che si riavvicina al nostro modello. E ultima ma decisamente non meno importante Eowyn de “Il signore degli anelli” che sicuramente conoscerete (ma anche no, comunque wikipedia c’è sempre).

passiamo alla seconda categoria:

-la pulzella combattiva attenzione a non confondere combattiva con combattente: l’eroina che fa parte di questa categoria non lotta brandendo uno spadone, ma il più delle volte è impegnata in un conflitto morale, o ideologico, oppure sconfigge sì i cattivi ma lo fa usando armi quali l’intelligenza, il coraggio, la determinazione. Spesso non si intende affatto di guerra o di battaglie. Ecco, l’eroina ad hoc per questa sezione secondo me è Amberle, che ne “Le pietre magiche di Shannara” si ritrova a compiere un viaggio molto rischioso armata soltanto della sua determinazione (e forse della magia ma ho letto il libro molto tempo fa e non me lo ricordo molto bene). Citando un personaggio più attuale direi Bella della nota saga di “Twilight”, che poveretta è l’unica priva di poteri vampireschi (chi ha letto “Breaking Down” vorrà sicuramente darmi addosso. Fermatevi! L’ho letto anche io e so cosa succede, ometto la verità solo con il nobile intento di non fare spoiler). Poi, anche se non c’entra molto, metterei in questa sezione la mia adorata Arwen (“Il signore degli anelli”). Ok, lo so che non centra un cavolo: a quanto mi ricordo del libro è solo una controfigura. Ma siccome nel film ha un ruolo tanto bello e drammatico non potevo non metterla! (Oh no! Un’orda di puristi mi fissa minacciosa brandendo asce bipenni molto affilate! Nooo non fatemi del male! T_T)

Arwen è una pulzella molto combattiva

Arwen è una pulzella molto combattiva

E ora giustamente, siccome siamo nel mio blog, veniamo alla mia eroina, Eynis.

Allora, senza dubbio il mio genere di eroina preferito è quello della “pulzella combattiva”, solo che nel mio libro volevo una protagonista un po’ più tosta. Però non volevo nemmeno una feroce guerriera armata di spadone! Ovviamente ho optato per una via di mezzo: una pulzella piccola e fragile ma con una grande forza magica che le permette di difendersi all’occorrenza. Volevo qualcuno di fragile come qualsiasi ragazza ma con grande velocità e precisione. Insomma, chi ha letto il libro si sarà accorto di tutto questo!

Comunque adesso è il vostro turno: cosa ne pensate, qual è la vostra eroina preferita, siete d’accordo con la mia classificazione o aggiungereste degli altri gruppi? Lascio a voi la parola!