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Un Jadifh con photoshop
E’ quel disegno di cui vi parlavo la volta scorsa: devo ammettere che ne vado piuttosto orgogliosa. Spero che vi piaccia!
Tutti parlano di avatar così ne parlo anch’io
Prima di iniziare il post ufficiale: nell’articolo scorso avevo promesso che avrei fatto un disegno su richiesta. Bene, secondo i miei calcoli, il vincitore è stato Principe!! Eccovelo dunque in tutto il suo pallore:
Spero che vi piaccia! Per il prossimo disegno “a richiesta” temo che vi toccherà aspettare, perchè sto lavorando a qualcosa che… beh, penso che alcuni (anzi alcune) di voi troveranno di loro gradimento >w>. Prima o poi ve lo posto, e mi direte!
Dunque, passiamo alle cose “serie”.
(n.b: cercherò di non entrare nel dettaglio per evitare spoileroni, ma comunque non garantisco che non possa sfuggirmi qualcosa, quindi se non avete ancora visto il film siete avvertiti)
Avatar.
Bene, all’inizio ero decisamente scettica. In primo luogo perchè appena mi hanno detto avatar ho pensato a QUESTO avatar, (http://it.wikipedia.org/wiki/Avatar:_La_leggenda_di_Aang) di cui per altro sta uscendo il film, a cui hanno molto furbescamente accorciato il nome ne “l’ultimo dominatore dell’aria” omettendo quell’ “avatar “tanto compromettente.
Un’altra cosa che mi rendeva scettica era questa:
sono andata a vederlo comunque, per via di una mia certa convinzione, (che Queneau con il suo “Esercizi di stile” ha contribuito a cementare) ovvero che “non importa cosa si racconta ma come lo si racconta”.
Oh, e Cameron racconta a meraviglia! Non esagero quando dico che è dai tempi del Signore degli Anelli che non mi emoziono tanto per un film (e ragazzi, questo dice tutto!)
La storia sarà pure banale o ciò che volete, ma ti lascia incollati alla poltroncina per tre ore facendoti dimenticare persino di battere le ciglia.
Io l’ho visto due volte, in entrambe le dimensioni, e devo ammettere che il 3D (sebbene non ancora perfetto) ti dà veramente l’impressione di svolazzare tra le Montagne Hallelujah.
Ho apprezzato tantissimo il messaggio “ecologico” di sfondo, e l’atmosfera un po’ new age che permea il tutto, perchè diciamocelo: alcune persone, se certi concetti non glieli spari al cinema o alla televisione, devono aspettare che gli si sciolga l’Artico prima di preoccuparsi di queste cose.
La prima volta che l’ho visto sono andata con un’amica, e tornata a casa ho saltapicchiato ovunque blaterando frasi sconnesse con un sorriso ebete stampato in faccia. La seconda volta sono andata assieme a tutta la mia famiglia, e a saltapicchiare ovunque blaterando frasi sconnesse con un sorriso ebete stampato in faccia siamo stati in cinque. Quindi ho sviluppato una teoria: sono i colori. I colori (prevalgono i primari) sono meravigliosi e ti tritano i neuroni lasciandoti euforico come dopo aver ascoltato “Le nozze di Figaro”, e il ritmo della narrazione è talmente serrato che ne esci attonito come dopo una giocatona di otto ore a Final Fantasy.
Ma la cosa che mi è piaciuta più di tutte, senza ombra di dubbio, è il design dei personaggi.
Ragazzi, i Na’vi sono spettacolari.
e con questo sorrisone di Jake Sully vi lascio, consigliando (a chi ancora non l’avesse fatto) di fiondarsi al cinema senza aspettare un attimo di più.
Post che non so come intitolare
Attenzione: rullo di tamburi….
….Ecco a voi la prima immagine “ufficiale” di Eryn!
Tà-Dahn!!!
grazie ai preziosi consigli di Gabzillaz (http://gabzillaz.deviantart.com/), fanartist su deviantart, sto iniziando a capire come colorare con photoshop.
Ho bisogno ancora di tanto tanto tanto allenamento, quindi facciamo una bella cosa: voi mi dite in un commentino qua sotto chi vorreste che disegnassi, e io disegnerò il soggetto più richiesto! Purtroppo non posso garantirvi che tale disegno venga effettivamente realizzato, dati i miei impegni scolastici (mi sono fatta una settimana di influenza e ho una badilata di appunti da recuperare) comunque ci posso sempre provare.
Poi.. volevo dire un’altra cosa interessante…
ma certo! Sono arrivata a pagina 100 del terzo volume della “trilogia del destino” (come l’ha battezzata Baccalario)! Alèèèè!!
…come, direte voi, solo pagina cento? Beh, in realtà non è un male. Perchè nel periodo in cui scrivevo 50 pagine al giorno, 45 di queste facevano veramente schifo, mentre adesso che al giorno ne scrivo solo un paio riesco a tenere più sotto controllo lo stile e la forma. E, lo ammetto, non sta venendo affatto male.
Ah, ovviamente il titolo del 3 volume ce l’ho, ma non ve lo dico (dehihioho).
Un’altra cosa, questa è importante: la scuola non mi sta dando tregua. Si, lo so che ripeto sempre la stessa solfa, però credetemi che è la verità (chiunque ragazzo delle superiori può confermare le mie parole) quindi purtroppo, mi dispiace, mi dispiace tantissimo, per un certo periodo non riuscirò più rispondere ai commenti. Anche alle domande e a quelli importanti, che so che ci sono, come sempre li leggo tutti, e già questo mi porta via una marea di tempo, quindi vi prego, ragazzi, scusatemi ma proprio non ce la faccio.
Comunque ci sarà presto una settimana di pausa didattica per i corsi di recupero, quando arriverà ve lo scriverò in un post e laggiù potrete farmi tutte le domande che volete e giuro che rispondo!
Detto questo, un saluto a tutti, mi farò risentire (si spera) entro settimana prossima e (si spera) avrò pronto un altro disegnuzzo.
a presto!
Pencil Sketch
mi sono cimentata in questo disegno (che teoricamente dovrebbe essere) realistico sia perchè ero curiosa di provare uno stile nuovo, sia perchè mi era parso di capire dai vostri commenti che qualcuno (non ricordo chi) volesse un disegno di Jadifh. Sempre leggendo mi è parso di capire (correggetemi se sbaglio) che qualcuno avesse chiesto un disegno di eynis assieme a Jadifh… beh, ci sto lavorando, ma ci vorrà un po’ perchè intendo usare photoshop e vorrei evitare che venga fuori qualcosa di esageratamente improponibile.
Ne approfitto per scusarmi (di nuovo) se rispondo poco ai commenti, vi assicuro però che li leggo tutti senza eccezione. Se vi può consolare, grazie a questa assenza forzata sto finalmente iniziando ad andare bene a scuola (sono persino riuscita a prendere 7 in chimica, anche se non ho ben capito come ho fatto)
Per quanto riguarda il terzo volume: il blocco si è sbloccato! alèèè!
In questo periodo mi accorgo che sto acquistando sempre maggior consapevolezza nella scrittura, una maggior cura nella scelta delle parole. Ne sono contenta, ma grazie a questo mi sto anche rendendo conto che ho ancora tantissimo da imparare. Mi chiedo quanto ci vorrà prima che riesca a scrivere qualcosa che mi soddisfi completamente…
un saluto a tutti!
Apologia dei videogiochi
Quello che pensate voi, lettori, a proposito dei videogiochi, non so. A mio parere però due sono le principali opinioni su questo argomento. E io quasi mi dimenticai di me stessa tanto l’una o l’altra fazione parlarono persuasivamente, anche se ripensandoci nessuna ha detto nulla di giusto. Ma dei loro molti argomenti ne fui convinta massimamente da uno, questo: dissero che ben convenga guardarsi che i videogiochi non ci traggano in inganno, perchè sono terribili perdite di tempo. Imperocché è meglio che la smetta di scimmiottare Platone.
Lasciamoci alle spalle questo logorante proemio e arriviamo al nocciolo della questione: per alcuni i videogiochi sono:
a) un’inutile spreco di tempo e di soldi
oppure:
b) una ragione di vita
ma fortunatamente qualcun altro li considera:
c) un gradevole passatempo.
Io ritengo di far parte del gruppo c), anche se sfortunatamente questo stesso gruppo si divide in:
c.1) amanti dei videogiochi che sanno regolarsi
c.2) amanti dei videogiochi che non sanno regolarsi (e buttano giornate a frollarsi davanti a uno schermo)
… e io ovviamente sono una c.2). Per questo cerco di tenermi lontano dai videogiochi quanto mi basta per avere una vita.
Tuttavia ciò non mi impedisce di trovarmi il tempo ogni tanto per farmi una bella giocata… e così praticamente dal 1997 ad oggi.
Io sono cresciuta con quelli che secondo me sono alcuni tra i videogiochi più belli mai prodotti. Alla tenera età di 4 anni mio padre mi teneva sulle ginocchia mentre giocava al mitico primo Tomb Raider e questo ha contribuito notevolmente ad accrescere il mio amore per le avventure, perchè quando passi l’infanzia ad espolorare rovine peruviane, gettarti da cascate altissime e affrontare tirannosauri con un paio di pistole calibro 45, la tua fantasia inizia inevitabilmente a lavorare parecchio. D’accordo, c’entra il fatto che la serie di tomb raider sia anche la più bella serie di rpg mai prodotta (forse dopo final fantasy) e forse se avessi passato le giornate a giocare a brick o a tetris adesso starei studiando ragioneria.
E che dire dei fantastici “broken sword” per anni ogni sera, assieme a mio padre, impersonavo george stobbart nel risolvere intricati enigmi dei maya o dei templari… quelle si che erano avventure! e, che diamine, ti facevano anche usare la testa. E a proposito di videogiochi che ti fanno usare la testa, due grandi giochi di strategia:
“the settlers III”, un gioco gestionale che SEMBRA semplice, ma la tua colonia funziona al meglio solo se costruisci un’efficiente rete di edifici e rifornisci ogni edificio delle risorse che gli servono: senza cibo le miniere non producono, senza miniere non produci soldati, senza soldati non puoi nè espandere il territorio nè difenderti dai nemici, insomma, manca un solo tassello e la tua colonia crolla!
Oppure, altro geniale videogioco di strategia, cossacks: european wars più recente di settlers, alla age of empires, e veramente difficile (il cpu è un gran bastardo!)
Poi, più o meno attorno al 2005, mio fratello Lele è riuscito a farsi regalare la ps2, e io mi sono fiondata a comprarmi due dei più gradi capolavori per playstation, che conoscevo di fama: final fantasy x e prince of persia: the sands of time
Final fantasy x! un videogioco magico. Chi di voi ci avrà giocato conoscerà bene le atmosfere surreali e quasi incantate che ti accompagnano dall’inizio alla fine. E più che quello, la storia meravigliosa che trascina tutto il gioco. Secondo me, ffx è uno di quei giochi che almeno una volta nella vita devi provare
E prince of persia, mamma mia che meraviglia: se da piccola mi sono innamorata del mistero e dell’avventura tomb raider, qui sono stata affascinata dalle atmosfere orientali e vagamente oniriche, dalle evoluzioni che il principe deve compiere per recuperare il pugnale del tempo.
Questo, assieme alla storia di sfondo, lo rende di gran lunga migliore di “warrior within”(che secondo me è proprio brutto) e di “the two thrones” (già migliore perchè riprende un po’ l’atmosfera del primo. Sul quarto non mi pronuncio visto che sono impossibilitata a giocarci T^T)
Se ci pensate, quei giochi che ci sembrano vecchi e arretrati, rimangono i più belli.
Per essere veramente sincera, parlo così solo perchè non ho avuto modo di “cimentarmi negli ultimi prodigi della tecnica”, essendo che la nostra ps2 ormai è tagliata fuori dai titoli più nuovi, il mio macbook lo è sempre stato (mannaggia), il mio vecchio pc pure (perche i miei l’avevano comprato farlocco proprio per farmelo usare solo per scrivere) e, insomma, io me ne rimango qui nel mio cantuccio ad osservare con gli occhioni lucidi e la bavetta tutta questa gente che gioca a tennis con la wii, che saltella assieme ad Altair, e che (aaaargh!) può comprarsi non solo tomb raider underworld, ma anche (quando uscirà) tomb raider 9!
A me rimane un anno per ottenere una console che mi permetta fi giocarci. Adesso putroppo posso solo consolarmi con tomb raider anniversary, il remake del mitico primo tomb raider (corre anche su mac) che ha tenuto la storia ma ha modificato la grafica e il gameplay, e ammazzare il t-rex è diventato decisamente più emozionante
Presentazione ufficiale e altri brevi updates
Ciao a tutti!!!
Per i lettori milanesi trascrivo qua sotto il testo della cartolina di invito (lo so che non è come averla tra le mani ma suvvia, un po’ di sforzo di immaginazione! XD) :
domenica 22 novembre
fnac
via torino ang. via della Palla, 2-Milano
Luca Azzolini presenta
il libro del destino
il principe delle nebbiedi elisa rosso
(sarà presente l’autrice)
un update sul terzo volume: sono riuscita finalmente a capire cosa mi blocca, ovvero non ho idea di quale sarebbe la reazione migliore di eynis agli eventi che chiudono il secondo volume. All’inizio era (e giustamente, direi!) abbastanza depressa, solo che non mi piaceva affatto perchè le dava un’aria mollacciona. Allora mia madre (santa donna) mi ha detto che, da un punto di vista esterno, la reazione più comprensibile sarebbe stata la rabbia, ed effettivamente funzionerebbe ma… sono ancora bloccata! comunque piano piano sto sbrogliando la situazione.
Per ultima una cosa decisamente meno “emozionante” ma che forse vi può interessare: cercando di imparare ad usare photoshop (e i tutorial di deviantart sono stati provvidenziali) mi è venuta fuori questa specie di pasticcio, ma che tuttavia non mi dispiace troppo (è eynis, ma forse non è nemmeno il caso di dirlo)
siccome sono decisamente alle prime armi sono partita da una fotografia, ma comunque spero che vi piaccia!
se a qualche lettore milanese dovesse interessare venire alla presentazione del 22, sarei felicissima di incontrarlo!
aspetto chi verrà, e un saluto a tutti gli altri.
Alcune notizie, indizi confusi in anteprima e uno stramaledettissimo bug (risolto)
Avrete sicuramente notato, se siete soliti passare da queste parti, che il post scorso “il silenzio di lenth” per un paio di settimane è andato e venuto come gli pareva, a volte ritornando (se gli girava) a volte mancando completamente, e nel frattempo nutrendosi dei commenti che IO tentavo (invano) di postare. Insomma, non ho ben capito cosa fosse successo (l’admin me l’ha spiegato in una mail piena di termini tecnici piuttosto arzigogolati sui quali ho preferito non indagare!) comunque, pare che tutto il blog fosse, per usare un inglesismo, caduto nel blu, e io con lui cercando di capire cosa stesse succedendo. Ma comunque ora tutto si è risolto, e posso finalmente postare un altro articolo.
Allora, vi aggiorno un po’ sulla situazione “libri del destino”:
il secondo volume è stampato: dovrebbe arrivarmi a giorni la copia staffetta (finalmente ! *w*) la copertina è veramente da rimanere senza parole: iacopo bruno (l’illustratore) come sempre ha fatto un lavoro magistrale, nei primi tempi passavo ore al computer a fissare stralunata il pdf della copertina.
ormai la data d’uscita è fissata per il 10 novembre e la presentazione ufficiale il 21 novembre a milano (appena avrò maggiori dettagli vi informerò!)
Intanto ne approfitto per avvertirvi che, per chi dovesse fare un salto a lucca comics, il 1 novembre sarò là assieme a pierdomenico baccalario, luca centi e miki monticelli. per saperne di più cliccate qui:
per quanto riguarda il terzo volume… eh, sto procedendo molto a rilento! la quantità dis tudio che mi stanno affibbiando mi lascia senza parole! Ma comunque, c’è un lato positivo: con tutti i filosofi che ci stanno (di già!) facendo studiare, mi sono già fatta un idea sul senso della vita, e sono diventata un’ accesa sostenitrice della filosofia dell’amaca
Adesso voglio fare un gioco: apro il file del principe delle nebbie e scelgo frammento a caso, che vi posto qui, e starà a voi indovinare che cosa succede!
Un gelo pungente svegliò Eynis nel cuore della notte. La ragazza rimase a occhi spalancati, tremante, a osservare il buio attorno a sè. Qualcosa non andava, lo sentiva, qualcosa lì attorno non era come doveva essere.
Sotto la guancia sentiva il pizzicore degli aghi di pino e la terra fredda e dura. Nel sonno la coperta le era scivolata via e giaceva spiegazzata sotto di lei. Espirò e vide nella tenue luce delle stelle il fiato condensarsi in vapore. Anche la camicia si era arrotolata, lasciandole un pezzo di pelle nuda sul fianco. Rabbrividì e cercò di coprirsi mentre scrutava davanti a sè le sagome degli alberi e le ombre nere del bosco.
Recuperò a tastoni la giubba di pelle che aveva arrotolato sotto il capo durante la notte, e si ripetè ancora una volta che qualcosa non andava lì attorno.
Con gli occhi spalancati sulle ombre circostanti, capì che una cosa insolita era proprio quel buio. Si girò, e i suoi sospetti ebbero conferma. Il fuoco era spento, completamente spento. Nemmeno la brace illuminava la notte nera. Tese la mano e la fece scorrere una spanna sopra le ceneri. Fredde.
con questo vi lascio! aspetto le vostre congetture! XD
Recensione: ‘Il Silenzio di Lenth’ di Luca Centi
Il silenzio di Lenth è un libro che mi ha colpita (e non perchè mi è caduto in testa dallo scaffale!). Ho iniziato a leggerlo subito dopo gli esami di riparazione, cercando qualcosa con cui rilassarmi. Già prima dell’estate ne avevo lette alcune pagine, che mi erano sembrate subito molto intriganti, ma avevo preferito metterlo da parte per dedicarmi allo studio. Quando l’ho ripreso, ne sono stata letteralmente catturata.
Prima di passare alla recensione vera e propria, però, sappiate che Il silenzio di Lenth ha risvegliato il mio animo sopito di fan-artist, quindi ecco a voi:
Windaw
e Zoria
ma ora arriviamo alla recensione.
ATTENZIONE: PUÒ CONTENERE SPOILER!
ATTENZIONE: I CONTENUTI DI QUESTO ARTICOLO SONO ASSOLUTAMENTE SOGGETTIVI!
Il silenzio di Lenth
Luca Centi
2009
Fantasy

Beh, sarò sincera, sarebbe da ipocriti non dire le cose come stanno: le prime cento pagine non mi sono affatto piaciute. Le ho trovate confuse, con troppi punti di vista che si intrecciavano, con troppi nomi di troppi personaggi, e troppo alternarsi di sogno e realtà. Stavo quasi per abbandonare la lettura (e per fortuna non l’ho fatto!!!), quando sono arrivata all’inizio della seconda parte.
Con l’inizio della storia di Windaw è come se si aprisse un sipario. La confusione che, a mio parere, era stata una costante nelle prime pagine è svanita: la storia è diventata intrigante, avvincente, emozionante. Non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine.
La storia è molto originale, anche se segue lo schema classico del fantasy (l’eroe dal passato misterioso che intraprende una ricerca assieme a dei compagni) effettivamente sono un po’ parziale, perchè a me piace molto questo schema e io stessa l’ho seguito per Il libro del destino. Diciamo che Luca Centi da questo “tronco” principale riesce a sviluppare sfaccettature insolite e originali, come se dal “tronco” appunto, crescessero rami carichi di foglie, ogni ramo è uno sviluppo particolare della vicenda e ogni foglia è un elemento insolito.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Luca descrive la magia: è affascinante ed elaborato. Come pure il modo in cui i maghi evocano gli spiriti legati agli elementi naturali e come si affidino al loro dio.
Anche l’elemento della religione è apprezzabile: anch’essa è complessa e ben delineata. Di grande interesse l’invenzione dei “triglè” e anche il modo in cui si sono sviluppate le diverse divinità.
Assolutamente affascinante anche la sensazione di dubbio che il libro lascia per buona parte del tempo. Ti chiedi continuamente chi sia dalla parte del giusto e chi effettivamente faccia solo il male di Lenth: forse tutti o forse nessuno.
-personaggi:
I personaggi sono davvero tanti e parlare di tutti sarebbe impossibile, quindi ho scelto quelli che mi hanno colpita di più.
-Windaw: un personaggio complesso e con un carattere forte. Solo l’aspetto fisico non mi ha convinta: alto, biondo, muscoloso e con gli occhi celesti… fa un po’ “principe azzurro”. Ma in fondo è una questione di gusti.
-Zoria: è il personaggio più affascinante di tutti. È una donna forte e coraggiosa, ma che come tutti ha dubbi e paure e non lo nasconde.
-Lea: è un personaggio che suscita grande empatia e, leggendo, spesso ti ritrovi a “tifare” per lei. Ha una bella personalità, ben descritta, ma non mi sono identificata in lei come con Zoria.
-Lord Diacon: ho apprezzato molto il contrasto tra il suo aspetto fisico da vecchio saggio e il suo animo profondamente malvagio.
-Hertha: anche se appare poco, dopo Zoria è il personaggio che mi è rimasto più in testa. Ho trovato particolarmente interessante il suo dubbio interiore e il suo essere combattuto tra bene e male. Avrei preferito che rimanesse per tutto il romanzo, ma forse senza la fine prematura il personaggio avrebbe perso un po’ della sua forza.
-stile:
Lo stile di scrittura di Luca Centi è fresco e diretto, scorrevole ma ricco, a volte solenne ma sempre coinvolgente. Una cosa che mi ha dato un po’ fastidio, forse, è l’uso ricorrente dell’aggettivo davanti al sostantivo. Per esempio quando si nomina il “bianco volto” di Zoria o i “rossi capelli” di Lea.
-conclusione:
Veramente un buon libro. Attendo il seguito con ansia. Lo consiglio a tutti, in particolare ai ragazzi delle superiori, visto che la storia è intricata e un po’ complessa.
Se non fosse stato per la prima parte, gli avrei dato un voto più alto, comunque si merita un bell’ –> 8
-in due parole: ottima lettura.




















