Archivio Mensile | aprile 2010

27 aprile 2010 ore 9.16

E sono già quattro anni

… da quel giorno di primavera in cui è cominciato tutto. Penso che sia questo il periodo: tra aprile e maggio. Forse era addirittura nella festa di liberazione, non mi ricordo.
Comunque, so che sembro vecchia a dirlo, ma mi sembra ieri. Se ci ripenso ero soltanto, come forse è buona parte di voi che mi leggete, una ragazzina con un sogno e una storia.
Adesso, a sedici anni, se mi guardo indietro sono annichilita pensando a quanto ero piccola; già rispetto all’anno scorso mi sento avanti di millenni in quanto responsabilità e “saggezza” e probabilmente l’inverno prossimo mi sentirò avanti millenni rispetto a come sono adesso (ah, l’adolescenza!)
Ogni tanto prendo in mano i miei libri e li sfoglio, e mi viene automatico fare un’analisi dei miei progressi. Vedo Eynis, così bambina nel primo volume, così piena di certezze, sembra che nulla la possa abbattere; Poi, nel secondo volume, mano a mano gli eventi la pugnalano e queste certezze crollano, vengono sostituite da dubbi e paure, e lei è fragile ai miei occhi. Mentre ora, nel terzo, la vedo pagina dopo pagina diventare una donna. Forse non è la sola.
Anche il mio modo di scrivere è cambiato, ma quello penso che derivi dalla quantità impressionante di cose che mi sono state insegnate in quattro anni. Ho scritto il primo volume a dodici anni, la mia formazione culturale era al livello minimo: leggevo molto, ma solo cose adatte alla mia età, non ero mai andata oltre Chrichton in quanto profondità di letture. Durante il ginnasio mi hanno dato una solidissima base culturale: rileggendo il secondo volume lo trovo più strutturato del primo, scopro un’impronta classica che nel primo non c’è, vedo che automaticamente ho cercato di mettere in discussione i miei personaggi, ponendoli di fronte a delle scelte e facendoli staccare dal cammino che altri avevano deciso per loro.
Il terzo è ancora diverso. Perchè? Perchè alcuni mesi fa ho letto un libro che ha cambiato completamente il mio modo di concepire una storia e quello che deve trasmettere, un libro che mi ha segnato tanto profondamente che quasi ho sentito lo strappo, che mi ha aperto gli occhi mostrandomi nuovi modi di costruire i personaggi e la loro psiche.  Parlo di Therése Raquin.
Grazie a Therése Raquin, assieme ad altri libri di Zola e di Flaubert, mi si è aperto un universo.
Rileggendo ciò che ho scritto vedo che l’impronta cupa e violenta del realismo francese mi ha portato a distruggere ogni ideale eroico e fiabesco: la guerra si fa cruda, c’è più spazio per i sentimenti negativi e per i comportamenti sbagliati, e quegli schemi classici, anche stereotipati, che erano fili conduttori del primo volume, da cui nel secondo ho cercato di separarmi, nel terzo volume verranno completamente scardinati (almeno, questa è la mia intenzione)
Non vi spaventate! Jadifh non diventerà un alcolista come Cupeau ed Eynis non cederà al degrado morale di Anna Bovary. Il libro del destino è una trilogia per ragazzi e rimarrà tale fino in fondo, non mi metterò certo a fare dei goffi tentativi di scrivere per adulti a metà strada! Solo, cercherò di trasmettere qualcosa in più, e spero che quando e se lo leggerete riuscirò a farvelo cogliere.
insomma, i miei libri stanno crescendo come sto crescendo anche io. Sono stati quattro anni duri ma bellissimi, ho fatto esperienze fantastiche e conosciuto persone meravigliose (ciao Ave!) e giovani scrittori pieni di talento (ciao Luca C.P!) è stato il periodo in cui ho visto i miei sogni realizzarli e in cui ne ho sviluppati altri ancora più grandiosi.
E spero (quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia) che ciò che mi aspetta sia altrettanto meraviglioso.

4 anni!
p.s: spendo un bel post scriptum per ringraziare innanzitutto tutti coloro che hanno letto i miei libri, poi tutti coloro che questi libri li hanno apprezzati, tutti voi che seguite questo blog, e tutti i miei amici, in particolare quelli che si sono dimostrati miei lettori accaniti  (ciao Anita B.!) e quelli che invece non lo sono affatto (ciao Laura S.!) e grazie anche a tutti quelli che dovrei ringraziare ma che mi sono dimenticata perchè.