Archivio Mensile | gennaio 2009

28 gennaio 2009 ore 18.05

27 gennaio. Giornata della Memoria.

Ci sono cose che non vanno mai dimenticate.

Non c’è bisogno di spendere tante parole. Basta ricordare.

E far sì che la storia non si ripeta.

arbeit macht frei

22 gennaio 2009 ore 11.00

Fiabe e Fantasy

Queste due parole possono sembrare totalmente diverse tra loro. Dopotutto, le fiabe sono quelle storielle tranquille tranquille che vengono raccontate ai bambini per fargli fare la nanna, mentre i racconti fantasy sono pieni di mostri, guerre, violenza. In realtà hanno in comune un aspetto fondamentale: il percorso di formazione del personaggio. In entrambi i generi letterari il protagonista affronta delle prove che portano a una crescita morale, che lo accompagnano verso la realizzazione, non importa se si tratta di Aragorn o di Pollicino.

Probabilmente ora molta gente potrà pensare che sono ubriaca fradicia o in preda a un raptus di idiozia, in realtà la mia affermazione non è così assurda come sembra: lo scheletro di entrambi questi generi, la radice essenziale, sta nel rito di passaggio primitivo che un ragazzino doveva compiere per passare all’età adulta. Ora penserete: “Ok, non è ubriaca, è proprio pazza!” In realtà non è una mia idea! Fu lo studioso russo Vladimir Jakovlevic Propp a teorizzare un legame tra i riti di iniziazione e le fiabe.

Nei riti di iniziazione un ragazzo doveva affrontare delle difficili prove per dimostrare di essere maturo e pronto per passare all’età adulta; questi riti poi cessarono, ma rimasero impressi nella memoria degli anziani, che li raccontarono ai loro figli, i quali a loro volta li tramandarono ai loro, e così via finchè l’idea stessa del “rituale” si perse, e ne rimase solo la radice.

Non mi credete? Il grande Propp ha pensato anche a questo: ha infatti raccolto e definito tutti gli aspetti comuni alle fiabe in varie funzioni, che vengono chiamate (viva la fantasia!) Funzioni di Propp, vi fornisco il link al sito con la loro spiegazione dettagliata passo per passo.

Queste funzioni, guarda un po’, sono presenti anche in quasi tutti i racconti fantasy (controllate se non ci credete!!!)! Come per le fiabe, spesso ne sono presenti solo alcune, o ancora più spesso sono molto nascoste: bisogna saperle trovare!

Adesso vi chiedo di servirvi del link di sopra, perchè sto per mettere a confronto la celebre fiaba di Cappuccetto Rosso con nientepopodimeno che…  “Il Signore degli Anelli”! (urgh! un’orda di puristi mi fissa inferocita brandendo asce bipenni molto affilate!)

Per chi volesse un punto di riferimento, o per chi anche alla fine di questo confronto fosse ancora incredulo, vi linko qui di seguito:

- Cappuccetto Rosso versione Grimm

- Riassunto del signore degli anelli

Ora dimostrerò che le funzioni di Propp sono valide sia per il fantasy per eccellenza sia per una delle fiabe più famose, il che significa che fiabe e fantasy hanno una radice comune. Come ho già detto, non tutte le funzioni sono presenti:  è piuttosto raro trovarle tutte assieme in un racconto.

CAPPUCCETTO ROSSO (C.R) VS THE LORD OF THE RINGS (LotR)

1) Allontanamento:

- C.R: Cappuccetto Rosso viene mandata dalla nonna.

- LotR: Bilbo parte.

2) Imposizione/divieto:

- C.R: a Cappuccetto viene vietato di attraversare il bosco.

- LotR: a Frodo è vietato utilizzare l’anello.

3) Infrazione/Violazione:

- C.R: Cappuccetto disobbedisce alla mamma, va lo stesso nel bosco e incontra il lupo.

- LotR: //

4) Investigazione:

- Cappuccetto Rosso: il lupo cerca di scoprire dove sia diretta Cappuccetto.

- LotR: Sauron fa torturare Gollum per ottenere informazioni sul portatore dell’anello.

5) Delazione

- C.R: Cappuccetto rivela al lupo dove si trova la casa della nonna.

- LotR: Gollum rivela che i Baggins della Contea hanno l’anello.

6) Perfidia:

- C.R: il lupo decide di mangiarsi Cappuccetto e la nonna.

- LotR: Sauron manda i Nazgul a caccia del Portatore.

7) Complicità:

- C.R: Cappuccetto Rosso dà retta al lupo e si attarda nel bosco, in questo modo il lupo fa in tempo ad andare dalla nonna.

- LotR: a Brea Frodo si infila l’anello richiamando i Nazgul.

8) Danneggiamento:

- C.R: il lupo mangia la nonna.

- I Nazgul pugnalano Frodo a Collevento.

9) Mediazione:

- C.R: Cappuccetto si accorge che la nonna è “diversa” dal solito.

- LotR: viene chiesto a Frodo e alla compagnia dell’Anello di distruggere l’anello.

10) Reazione incipiente:

- C.R: Cappuccetto Rosso inizia a fare domande al lupo.

- LotR: la compagnia dell’anello accetta la missione.

11) Partenza:

- C.R: il lupo mangia Cappuccetto.

- LotR: la compagnia parte.

12) //

13) //

14) Ottenimento del mezzo magico:

- C.R: //

- LotR: a Lotlòrien vengono fatti dei doni MOLTO utili per la compagnia (v. Luce di Aerendil).

15) Trasferimento:

- C.R: il cacciatore va a visitare la nonna.

- LotR: Vari spostamenti della compagnia. A noi interessa che: Frodo è a Mordor, Aragorn è a Gondor.

16) Lotta:

- C.R: il cacciatore libera Cappuccetto e nonna dalla pancia del lupo.

- LotR: Aragorn combatte ai Campi Pelennor e davanti al Nero Cancello. Frodo combatte contro l’anello.

17) Marchiatura:

- C.R: //

- LotR: Gollum stacca il dito a Frodo

18) Vittoria:

-C.R.: il lupo muore con la pancia piena di sassi.

- LotR: Sauron viene sconfitto e il suo esercito piallato; Frodo riesce a liberarsi dell’influenza dell’anello.

19) Ritorno:

- C.R.: Cappuccetto torna a casa.

- LotR: Frodo torna alla contea. Aragorn torna a Gondor.

(salto le dieci funzioni “facoltative”)

29) Matrimonio e Ascesa al trono:

- C.R.: //

- LotR: Aragorn sposa Arwen e diventa re di Gondor.

Da questo confronto possiamo osservare che:

- i punti fondamentali sono presenti, seppur in maniera diversa, sia in Cappuccetto Rosso che nel Signore degli Anelli.

- contrariamente a quanto ci si possa aspettare, il Signore degli Anelli presenta un numero maggiore di funzioni di Propp rispetto a Cappuccetto Rosso!

Anche il romanzo di Tolkien, quindi, contiene ancora una traccia dei riti di iniziazione primitivi: il Signore degli Anelli è un percorso di crescita: crescita per Frodo, crescita per Aragorn, crescita per il lettore.  Anche Cappuccetto Rosso affronta delle prove che la porteranno a maturare. Nonostante le due storie siano completamente diverse, quasi agli antipodi, la loro radice è comune! (Vi sfido a rifare il confronto con qualsiasi altro fantasy e/o fiaba!)

In conclusione: fiaba e fantasy non sono così diversi tra loro.

più simili di quanto siamo soliti ammettere

Cappuccetto e Aragorn: non sono poi così diversi!

Adesso però voglio sentire voi! Vi ho convinti? Siete ancora scettici? Siete totalmente contrari alle idee che ho esposto? Oppure avete individuato qualche altra funzione di Propp che io non ho trovato? O non siete d’accordo con qualcuna delle funzioni che ho trovato? I commenti sono a vostra disposizione!

E per chiudere in bellezza, ecco i disegni che mi sono stati commissionati:

Ninfe Nahf e Thys per Roxana e Lorenza

Ninfe Nahf e Thys per Roxana e Lorenza

Nabrik e Eynis per Luka

Nabrik e Eynis per Luka

Daylin per Yle e Melissa

Daylin per Yle e Melissa

14 gennaio 2009 ore 10.17

un taglietto

No, non stiamo parlando di cute lesa, ma di un taglio un po’ meno doloroso, quello al Libro del destino. Siccome in questo periodo un po’ sono malaticcia e un po’ ho delle cose da sistemare a scuola, non ho avuto il tempo di preparare uno dei miei soliti pallosissimi articoli (sento già alzarsi le ovazioni). In cambio vi posto qui di seguito due tagli che sono stati fatti al mio libro. Inoltre ne approfitto per “consegnare” il disegno che mi aveva commissionato Fra, e spero che le piaccia!

(N.B: se volete che vi disegni qualcuno/qualcosa in particolare non c’è che da chiedere; unica regola: niente coppie!)

Galdwin e Principe x fra

Galdwin e Principe x fra

eccoci dunque al primo taglio, si tratta della versione integrale del capitolo 31, quando Eynis e Jadifh rimangono a guardare le stelle per la seconda volta.

Di nuovo Eynis aveva sognato una distesa di nebbia e un uomo biondo dagli occhi di colore diverso.
Si era svegliata di colpo, ma aveva subito richiuso gli occhi. Cercava di ricordare qualche particolare del sogno, ma questo gli sfuggiva dalla mente come fumo tra le dita.
Quando si rassegnò, era ormai completamente sveglia.
Rimase a fissare il cielo, e si accorse che finalmente dopo quasi due settimane era tornato limpido, e le stelle splendevano come gemme.
Si alzò a sedere, e si accorse di non essere l’unica a soffrire di insonnia. Jadifh era appoggiato alla schiena di Evàndros, e la osservava. Anche quella notte si fissarono negli occhi in silenzio, e anche quella notte Eynis distolse per prima lo sguardo. Le venne da ridere.
- Che hai? – ridacchiò il ragazzo.
- Nulla – disse lei ancora sorridendo. – Ti ricordi la tua promessa?
- Io non ho promesso niente, – puntualizzò Jadifh – comunque, a cosa ti riferisci?
- Mi hai detto che mi avresti insegnato a riconoscere le stelle…
Jadifh sorrise e tornò a fissare il cielo per un attimo. Poi guardò la ragazza e le fece cenno di sedersi accanto a lui. Eynis lo raggiunse e il ragazzo le indicò il cielo.
Le parlò delle stelle, e tutto ciò che diceva lei lo riconosceva nel firmamento sopra di loro.
E nei giorni successivi, ogni volta che la notte era limpida, sedevano l’uno accanto all’altra a guardare il cielo nero, e parlavano degli astri e delle leggende che vi erano legate.
Nessuno seppe mai di quelle notti passate a guardare le stelle, per molto tempo rimasero un segreto.


Il secondo taglio è stato fatto al capitolo 40, subito dopo il recupero delle pagine.

L’elfo con un gran sospiro girò la scatola verso di loro in modo che tutti vedessero i fogli di pergamena arrotolati e legati con un nastro di raso.
Per un attimo ci fu un silenzio tombale.
Poi tutti scattarono in piedi esultando e saltando di gioia, ridendo e abbracciandosi.
- Finalmente – sospirò Principe lasciandosi cadere a terra.
Eynis sorrise e improvvisamente sentì una grande stanchezza dentro di lei. Fu come se, col compimento della missione, tutta la fatica di quel lungo viaggio fosse riaffiorata.
Bedwyr si buttò a sedere a terra. – Bene e adesso?
- Adesso a Yared!- disse Gadlwin con un gran sorriso sul volto – Chiediamo l’alleanza del re di Raden, e poi andremo a Idahla.
- A proposito, che dobbiamo fare una volta là?- chiese Rooth.
- Ci sarà fra due mesi un Gran Consiglio, con ambasciatori di ogni razza e noi dovremo essere presenti – disse Principe. – Idahla dista molto meno di un mese e così potremmo anche riposarci un attimo dal viaggio. Lì completeremo l’addestramento di Bedwyr e Rooth e… beh, basta.
Improvvisamente Galdwin alzò gli occhi verso il sole che iniziava a tramontare. – Devo controllare una cosa, torno subito – disse, e sguainata la spada scese di corsa dalla collina.
- Che gli è preso?- disse Bedwyr.
- Sarà andato a controllare il sentiero- rispose Principe rassicurante. – Tornerà subito.
- Intanto potremmo preparare la cena – disse Nabrik.
Calò un silenzio glaciale, mentre tutti si rendevano conto di non avere più né bagagli né coperte né provviste.
- Per la luna!- disse Daylin. – Temo che ci toccherà andare a caccia.
- Non abbiamo gli archi- fece notare Principe. – Dovremmo piazzare delle trappole.
- Veniamo ad aiutarti, allora – disse Daylin accennando al nano, che sbuffò e alzò gli occhi al cielo.
- Vado in perlustrazione- disse Evàndros. – Magari riesco a trovare qualcosa oltre a neve e sassi – e con una poderosa spinta delle zampe posteriori si alzò in volo.
Anche gli altri si allontanarono, e i quattro ragazzi rimasero soli.
Passò qualche minuto carico d’ansia, poi Bedwyr parlò per tutti: – Ragazzi, io non ce la faccio a resistere. Diamo un occhiata a quelle dannate pagine.
Eynis lanciò un occhiata esitante al cofanetto – Non so se è bene-. Ma il suo tono di voce tradiva una terribile curiosità.
- Dai, cosa potrebbe mai succedere?- disse Jadifh cercando di apparire sicuro, ma dalle occhiate furtive che lanciava a ogni angolo dell’accampamento si capiva che era lui il più dubbioso.
- Se gli altri ci scoprono perderemo per sempre la loro fiducia, – disse cautamente Rooth – però…
- …la tentazione è forte – concluse Eynis per lui.
I ragazzi fissarono scoraggiati il terreno.
Poi Bedwyr si alzò di colpo e afferrò il cofanetto. Prima che i suoi compagni potessero dirgli qualcosa, si sedette a gambe incrociate di fronte a loro, guardandoli come per dire “Ormai è fatta e siamo ugualmente colpevoli”.
Allora tutti si alzarono e si sedettero in un cerchio raccolto di fianco a lui. Bedwyr, ormai certo della complicità degli altri ragazzi, fece scattare la serratura del cofanetto.
Le pagine erano sempre li ed emanavano come un aura irresistibile per i ragazzi. Bedwyr alzò di nuovo lo sguardo come in cerca dell’approvazione dei compagni, che annuirono solennemente.
Allora il ragazzo prese in mano il rotolo con le pagine, in modo che fosse ben visibile a tutti. Deglutendo, sciolse delicatamente il nastro di raso rosso.
Poi, con timore reverenziale e con una lentezza esasperante srotolò la pergamena antica.
Contemporaneamente i ragazzi fecero un balzo all’indietro come temendo una qualche esplosione o fenomeno strano.
Quando si accorsero che non c’era pericolo tornarono in cerchio con un certo imbarazzo.
Bedwyr prese il primo dei cinque fogli di pergamena e lo tenne sollevato davanti agli occhi per leggere.
Gli altri ragazzi fissarono in preda all’ansia il volto del giovane farsi sempre più corrucciato. Sulla fronte di Bedwyr andarono formandosi alcune piccole goccioline di sudore e una vena iniziò a pulsargli sulla tempia; gli altri temettero che avesse letto qualche orribile disgrazia.
- Che succede? Che c’è scritto?- chiese ansiosamente Eynis.
Bedwyr sospirò: – Mi ero dimenticato che non so leggere –. (Nella versione inedita Bedwyr era analfabeta, nota di eli.)
Jadifh gli diede uno scappellotto. – Stupido! ci hai fatto spaventare!- sbuffò strappandogli di mano le pagine.
Ma appena le sollevò per leggere sbiancò.
- Cosa succede? C’è qualcosa di brutto?- chiese Bedwyr massagiandosi la nuca.
- Queste rune non sono quelle degli uomini! Non le so leggere, anche se mi sembra di averle già viste – balbettò Jadifh.
- Cosa?- chiese Rooth strappandogli le pagine di mano per guardarle -per tutti i draghi,ma che lingua è questa?-
- Fammi vedere- disse Eynis prendendogli la pergamena. Le bastò un solo sguardo per capire che gli altri ragazzi avevano ragione: le rune scritte in inchiostro verde scuro erano molto diverse da quelle usate a Nadesh, erano sottili, affusolate e armoniose, probabilmente scritte da una mano esperta. D’un tratto, come in un lampo, Eynis ebbe il chiaro ricordo di una mano che intingeva una penna d’aquila nella boccetta d’inchiostro nero, e tracciava con movimenti fluidi delle rune simili a quelle su un foglio di papiro candido.
- Che succede? Sei pallidissima – disse Bedwyr ansioso.
- Sai cosa c’è scritto? – chiese Jadifh agitandosi nervosamente.
Senza sapere bene come ci riuscisse, Eynis lesse con voce tremante: -Dhie aesederillen Tharedhel Mahninn…
- Cosa? Sei riuscita a capirlo? – chiese Bedwyr incredulo. Per tutta risposta la ragazza lasciò cadere la pergamena e si nascose il viso fra le mani.
- Che hai? Non stai bene? – disse Bedwyr preoccupato.
Lei scosse il capo: – Nulla, non è nulla. Solo un po’ di mal di testa.
- Ma che significa quello che hai letto? – chiese Rooth.
La ragazza, certa di sapere la risposta, aprì la bocca per parlare, ma d’improvviso si rese conto di non avere la minima idea di cosa significassero quelle parole. Era come se le conoscesse bene, ma non riuscisse a ricordarle. O al contrario, come se le ricordasse ma non le conoscesse. Riprese in mano il foglio, ma non riuscì più nemmeno a riconoscere quelle rune che prima aveva letto con tanta facilità.
- Non ne ho idea – disse infine.
- Ma come? Se prima l’hai letto! E cosa c’è scritto nel seguito? – protestò Bedwyr.
- Non lo so! Non ho la più pallida idea di cosa ci fosse scritto, né di come io sia riuscita a leggerlo, né da dove vengano queste nozioni che io non ho mai appreso, né di chi siano questi dannati ricordi che mi perseguitano, non lo so è basta!- urlò la ragazza scattando in piedi.
- Ma che ti prende?- balbettò Bedwyr.
- Scusa – disse lei con voce piccola, scivolando a sedere.
- Queste è meglio metterle via, portano male – disse Jadifh arrotolando di nuovo assieme le pagine con il loro nastro rosso e riponendole nel cofanetto.
- Non dovevamo aprirle- sospirò Rooth mentre Bedwyr riponeva le pagine esattamente dove le aveva trovate.
In quel momento, un tonfo sordo e un raspare di artigli sulla pietra li avvertì del ritorno di Evàndros.
- Che stai facendo vicino alle pagine? – disse a Bedwyr senza tante cerimonie.
I ragazzi tacquero terrificati.
Bedwyr abbasso lo sguardo fingendosi imbarazzato: – Scusami, è che tra i ragazzi di Tared si pensa che il Libro del Destino abbia poteri magici, quindi volevamo aprire il cofanetto per vedere cosa succedeva… ma non abbiamo toccato niente!- disse sgranando gli occhi grigi.
Il drago sbuffò una nuvola di vapore e lo fissò attentamente – Non dovete toccare cose che non conoscete… la magia è strana per chi non la sa usare.
- Lo so, mi dispiace… ma ti prego, non dirlo agli altri: non vorrei che pensassero che siamo deboli – fece il ragazzo.
Il drago si sdraiò per terra, continuando a fissarlo coi suoi occhi smeraldini. – Non glielo dirò.
I ragazzi trassero un sospiro di sollievo, e ringraziarono gli dei che Bedwyr fosse così abile a raccontare frottole.

Aspettatevi qualche altro brano inedito ogni tanto, e magari anche qualche spoileruccio! Come al solito, review!

5 gennaio 2009 ore 19.05

5 gennaio

sono tornata!

mi dispiace di non essermi fatta sentire per tutto questo tempo ma, come ho già detto nell’articolo precedente, sono andata in vacanza nelle Dolomiti, posto meraviglioso ma dove internet è un concetto molto astratto e connettersi diventa praticamente impossibile. Comunque non sono stata improduttiva: sono andata avanti a scrivere il secondo volume e, siccome Babbo Natale mi ha regalato un sacco di fogli, matite e penne tecniche a inchiostratura automatica ho fatto anche un casino di disegni.

E quindi per farmi perdonare per la lunga assenza ne posto qui un paio, ma letteralmente un paio, perchè gli altri che ho fatto o non mi piacciono (sono ipercritica verso il mio lavoro) o non centrano con il libro del destino. (cliccate per ingrandire)

un amorpho (tipo wiggen) brutto, cattivo e sciabolato! brrr!

ho giocato un po' con la penna tecnica ed è venuto fuori questo: un amorho wiggen, brutto, cattivo e sciabolato! brrr!

matite 4h, F; pennino e china nera; le matite caran dache che ho fregato a mio fratello; photoshop per togliere le mie ditazzate nere.
prova colore per: Jadifh, Eynis, Bedwyr. ingredienti: matite 4, F; pennino e china nera; le matite Caran d’Ache che ho fregato a mio fratello; photoshop per togliere le mie ditazzate nere.

eccoli qua, guardate e commentate… o meglio, come dicono gli inglesi: R&R! (read and review)