Archivio Mensile | dicembre 2008

23 dicembre 2008 ore 11.17

BUON NATALE!

Per tutti i miei lettori, un regalo di natale che ho disegnato per voi con tanto ammmore! Spero che vi piaccia (e perdonate se è in bianco e nero… io e Photoshop proprio non ci capiamo!).


Infine vorrei avvertire che per le vacanze di Natale (fino al 4 gennaio circa) sarò in montagna, un posto sperduto dove è già un miracolo che prenda l’antenna della televisione, figuriamoci internet! Quindi non potrò aggiungere altri articoli né rispondere ai commenti. Voi comunque continuate pure a mandarli, io risponderò a tutti al mio ritorno!

Ancora buone Feste!!!

Elisa

20 dicembre 2008 ore 16.48

Le Eroine Nel Fantasy


-premessa-

Oggi stavo andando a scuola rassegnata a fare la versione di Latino; ho legato come al solito la bici al portabici (dove se no?) e mi sono tristemente avviata verso il temuto edificio scolastico, quando ho notato che, nonostante fossi in ritardo di un buon cinque, dieci minuti (sono sempre in ritardo di cinque, dieci minuti) attorno a me c’era un’inconsueta agitazione studentesca. Svoltato l’angolo, mi sono diretta verso il cancello e… TRIPUDIO! Un fantastico picchetto bloccava l’entrata con tanto di macchina a sbarrare l’ingresso! Quindi ho trascorso una meravigliosa mattinata al calduccio a casa mia, scrivendo la continuazione de “Il libro del destino” (e, ahimè, studiando latino per la verifica di domani. Eeeh, purtroppo mi tocca!). Siccome oltre a Latino dovevo studiare anche Epica, leggendo della sfortunata Didone nell’Eneide, mi sono ritrovata a pensare alla figura dell’Eroina nel Fantasy, di come si sia evoluta e di come abbia influenzato me e gli altri scrittori fantasy moderni. Premettendo che la mia documentazione è piuttosto ridotta siccome non ho ancora completato la mia istruzione, spero che vi godiate comunque l’articolo.

-eroine nel fantasy-

In molti racconti fantastici, o nell’epica, appare una figura femminile che si distingue per coraggio e per forza, sia fisica che morale. A mio parere queste figure hanno le loro radici nelle primitive società matriarcali, delle popolazioni stanziali che lavoravano la terra e che a essa erano molto legate (veneravano infatti le dee madri). Queste popolazioni poi sono state sottomesse da altre di origine indoeuropea, nomadi, patriarcali, con divinità celesti (non erano coltivatori, quindi la terra non aveva per loro molto significato). Tuttavia una traccia di queste popolazioni e delle loro dee “dell’amore e della guerra” si ritrovano nel Pantheon di civiltà successive, come la sumerica Ishtar o la greca Afrodite. È appunto nel Pantheon greco che secondo me risiede lo “stereotipo” di tutte le eroine fantastiche. Parlo ovviamente di Artemide, la dea cacciatrice, con le sue frecce silenziose e invisibili che portano alla morte qualsiasi umano (probabilmente la “freccia di Artemide” o quella di Apollo erano la spiegazione antica a malattie come infarto o ictus). Artemide, forte, orgogliosa, libera, che vive nelle foreste assieme alle sue cacciatrici, è per me lo “scheletro” su cui sono state successivamente costruite tutte le eroine del fantasy.

Rimanendo sull’epica, occorre certamente ricordare la mitica figura dell’Amazzone e in particolare Pentesilea, la loro regina. Essa, con il suo esercito di donne guerriere, accorse in aiuto dei Troiani durante l’assedio a Ilio, combatté conto lo stesso Achille ma da esso venne sconfitta e uccisa.

la Dea Artemide

la Dea Artemide

Ma nell’epica omerica e virgiliana sono presenti soprattutto eroine che NON combattono, ma che si distinguono per coraggio e capacità di sopportazione. Parlo ovviamente di Andromaca e di Didone, le cui tragiche vicende non voglio rivangare (se no mi metto a piangere! ma se non le conoscete e vi interessa saperne di più, sono sicura che potrete trovarle sulla fedele wikipedia).

A mio parere le radici della figura dell’eroina nel fantasy derivano dai personaggi che ho citato. Infatti ogni eroina del fantasy ha due aspetti principali: la forza fisica (o l’abilità magica, o la capacità di combattere) e quella morale, non parlo ovviamente solo del coraggio, ma anche di quella determinazione che le permette di superare i momenti difficili.

Questo secondo me, magari indirettamente, ha influenzato molti personaggi femminili del fantasy moderno. Per mio diletto ho diviso le eroine moderne in due categorie. Perdonatemi i nomi non proprio professionali, ma non ho saputo resistere!

una guerriera parecchio tosta

una guerriera parecchio tosta

-la guerriera tosta ha la forza e il coraggio di afrodite e Pentesilea e l’animo tormentato di Andromaca o Didone. In questa sezione collocherei innanzitutto le eroine troisiane: come ad esempio Nihal de “Le cronache del mondo emerso”, che presenta tutti gli aspetti che ho citato. Dubhe (“Guerre del mondo emerso”) ovviamente non è da meno. Poi senza dubbio citerei Arya (“Il ciclo dell’eredità”) in quanto a forza e coraggio ci siamo, ma per l’animo tormentato non troppo (è fredda come un blocco di marmo e non si capisce quello che pensa). Solo in “Brisingr” si scopre qualcosa di più su di lei ed ecco che si riavvicina al nostro modello. E ultima ma decisamente non meno importante Eowyn de “Il signore degli anelli” che sicuramente conoscerete (ma anche no, comunque wikipedia c’è sempre).

passiamo alla seconda categoria:

-la pulzella combattiva attenzione a non confondere combattiva con combattente: l’eroina che fa parte di questa categoria non lotta brandendo uno spadone, ma il più delle volte è impegnata in un conflitto morale, o ideologico, oppure sconfigge sì i cattivi ma lo fa usando armi quali l’intelligenza, il coraggio, la determinazione. Spesso non si intende affatto di guerra o di battaglie. Ecco, l’eroina ad hoc per questa sezione secondo me è Amberle, che ne “Le pietre magiche di Shannara” si ritrova a compiere un viaggio molto rischioso armata soltanto della sua determinazione (e forse della magia ma ho letto il libro molto tempo fa e non me lo ricordo molto bene). Citando un personaggio più attuale direi Bella della nota saga di “Twilight”, che poveretta è l’unica priva di poteri vampireschi (chi ha letto “Breaking Down” vorrà sicuramente darmi addosso. Fermatevi! L’ho letto anche io e so cosa succede, ometto la verità solo con il nobile intento di non fare spoiler). Poi, anche se non c’entra molto, metterei in questa sezione la mia adorata Arwen (“Il signore degli anelli”). Ok, lo so che non centra un cavolo: a quanto mi ricordo del libro è solo una controfigura. Ma siccome nel film ha un ruolo tanto bello e drammatico non potevo non metterla! (Oh no! Un’orda di puristi mi fissa minacciosa brandendo asce bipenni molto affilate! Nooo non fatemi del male! T_T)

Arwen è una pulzella molto combattiva

Arwen è una pulzella molto combattiva

E ora giustamente, siccome siamo nel mio blog, veniamo alla mia eroina, Eynis.

Allora, senza dubbio il mio genere di eroina preferito è quello della “pulzella combattiva”, solo che nel mio libro volevo una protagonista un po’ più tosta. Però non volevo nemmeno una feroce guerriera armata di spadone! Ovviamente ho optato per una via di mezzo: una pulzella piccola e fragile ma con una grande forza magica che le permette di difendersi all’occorrenza. Volevo qualcuno di fragile come qualsiasi ragazza ma con grande velocità e precisione. Insomma, chi ha letto il libro si sarà accorto di tutto questo!

Comunque adesso è il vostro turno: cosa ne pensate, qual è la vostra eroina preferita, siete d’accordo con la mia classificazione o aggiungereste degli altri gruppi? Lascio a voi la parola!

10 dicembre 2008 ore 15.19

Baby Scrittori Crescono

Quello dei “baby scrittori” è un fenomeno recente ma già piuttosto diffuso: io stessa effettivamente ne faccio parte! Proprio per questo mi sono accuratamente documentata e ho qui pronta una bella “relazione”.

Tutto ha avuto inizio con “Eragon”, il primo volume del “Ciclo dell’eredità” (Fabbri), che Christopher Paolini ha iniziato a scrivere a 15 anni. Il suo eccezionale successo può darsi abbia spinto non solo i ragazzini a cimentarsi in un’impresa come la sua, ma anche molte case editrici a rischiare su degli autori così giovani.

Oltre a Paolini bisogna sicuramente citare Catherine Banner, una ragazza inglese di 19 anni, che grazie al suo libro fantasy “Gli occhi di un re” è stata definita da alcuni ‘la nuova Rowling’.

Ma anche (e soprattutto) in Italia negli ultimi mesi c’è stata una vera esplosione!

Il primo baby scrittore è comparso in libreria la scorsa primavera: si chiama Federico Ghirardi, è un ragazzo piemontese di 17 anni, frequenta il liceo scientifico e a 14 anni ha iniziato a scrivere “Bryan di Boscoquieto”, un fantasy ambientato ai giorni nostri, pubblicato da Newton Compton.

Successivamente è uscito “Gli Eroi del Crepuscolo” di Chiara Strazzulla, anche lei ha 17 anni e anche lei, come me, frequenta il liceo classico. Con la sua opera la storica casa editrice Einaudi ha per la prima volta aperto le porte al genere fantasy. “Gli Eroi del Crepuscolo” è un bel volumone di 700 pagine ed è anch’esso un fantasy ma, a differenza di “Bryan di Boscoquieto”, è di stampo Tolkeniano.

Terzo in ordine cronologico (credo) è il libro di Matteo Mazzuca “L’Ultimo Pirata” pubblicato da Mondadori. Matteo Mazzuca ha 19 anni ma ha iniziato a scrivere a 14, anche lui come me abita a Milano (tra l’altro ho avuto anche occasione di parlare con lui: è molto simpatico!). Non sono sicura che “L’Ultimo Pirata” possa essere definito un fantasy: si tratta infatti di un’avventura piratesca su uno sfondo storico ben preciso, che presenta tuttavia alcuni elementi fantastici (come i non morti) che lo avvicinano a questo genere.

Quest’autunno è uscito anche “Garmir L’eclissiomante” un romanzo fantasy di Thomas Mazzantini, un ragazzo dell’isola d’Elba di 19 anni, che frequenta il liceo scientifico.

A questo punto mi aggiungo anche io, l’ultima in ordine cronologico: Elisa Rosso, “Il Libro del Destino”, edito da Piemme, anni 15, ho iniziato a scrivere a 12 anni… ma sono cose che già sapete e non sto a ripeterle!

Alcune persone si dichiarano apertamente e aprioristicamente sfavorevoli a questo fenomeno ed esprimono giudizi negativi sui libri dei baby scrittori (specie se italiani) senza avere letto le loro opere, a volte basandosi semplicemente sull’aletta. Basta leggere i commenti fatti alle recensioni, soprattutto a quelle postate su uno dei principali siti fantasy italiani, fantasymagazine.

Posto qui di seguito le recensioni o gli articoli su fantasymagazine con relativi commenti:

federico ghirardi

chiara strazzulla

matteo mazzuca

elisa rosso

Che cosa ne penso io?

1) Dunque, penso che sia un fenomeno molto positivo, perché in molti casi ha avuto il pregio di avvicinare tanti ragazzi alla lettura in un’età in cui molti di noi non leggono affatto. Alcuni, incuriositi hanno preso in mano un ‘librone’ come “Eragon” proprio spinti dalla curiosità di leggere un romanzo scritto da un ragazzo della loro età.

2) Penso che sarà il tempo a decidere chi di noi continuerà a scrivere, chissà, magari anche cambiando genere letterario… Non so gli altri, ma io pur avendo ricevuto molti apprezzamenti per il mio lavoro, non mi sento ancora una ‘scrittrice’… e penso di avere ancora tanto da imparare. Temo però che questa sensazione di insoddisfazione e questo desiderio di migliorarsi sia tipica di tutti quelli che fanno seriamente un lavoro creativo… e non solo di chi è giovane di età…

3) Penso che, indipendentemente dall’età, ci voglia una grande determinazione a immaginare, scrivere e portare a termine un romanzo e un gran coraggio in tempi di ‘troll’ su internet a firmarlo con il proprio nome. Quindi bravi a tutti! Le critiche (costruttive, motivate e possibilmente espresse in modo educato) fanno crescere e aiutano a migliorarsi, quindi ben vengano!

4) Penso infine che noi “ragazzi scrittori” forse sappiamo parlare più direttamente ai lettori della nostra età e, in effetti, in molti hanno dimostrato di seguirci e di apprezzarci.

E voi cosa ne pensate?

Secondo me questo è un buon argomento su cui discutere, mi piacerebbe molto sentire il vostro parere!